GrappaTime n.7 - Luglio 2010

Editoriale di Cesare Mazzetti

Sorseggiare e assaporare un bicchiere di grappa invita alla sosta, alla riflessione. Niente a che vedere con lo sballo.

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Per molto tempo è stata ritenuta una bevanda “dura” da contadini, ottenuta da quelli che venivano considerati gli “scarti” di cantina.

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La grappa è storia, cultura, talento, tecnologia e passione, e l’attività delle nostre aziende è sempre di più rivolta a creare un consumo consapevole

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Ed è proprio per creare cultura e conoscenza, che si moltiplicano le iniziative di ognuno di noi nel promuovere un consumo che faccia apprezzare il distillato di bandiera in tutti i suoi aspetti.

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provatela con un po’ di ghiaccio, o in una granita, ed anche in un cocktail fantasioso, sarà un vero piacere per i vostri sensi, certamente ben lontano dallo ‘sballo’ di cui tanti ci vorrebbero accusare..!

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Editoriale

Consapevoli e orgogliosi di produrre qualità

luglio 23rd 2010 | Posted by editore

Cesare Mazzetti, Presidente ING

Le notizie che spesso ci giungono dai telegiornali, accomunano noi produttori di alcolici a ‘venditori di morte’. È ora di prendere posizione e dichiarare che i produttori di grappa non ci stanno, non è così, e il consumatore lo sa.

Sorseggiare e assaporare un bicchiere di grappa invita alla sosta, alla riflessione, tutti i nostri sensi si rilassano, la mente si libera per apprezzare in pieno ogni sua sfumatura di aromi e di gusto, un sorso di quell’acqua cristallina invita alla conversazione. Niente a che vedere con lo sballo.

La grappa è un orgoglio nazionale, così come il Cognac lo è per la Francia, lo Scotch Whisky per la Gran Bretagna, la Vodka per la Russia e il Rum per Cuba. Per molto tempo è stata ritenuta una bevanda “dura” da contadini, ottenuta da quelli che venivano considerati gli “scarti” di cantina. La prima citazione ufficiale è del 1451, vien da chiedersi:  come abbiamo fatto a sopravvivere fino ad ora se fosse così nociva come viene fatta percepire?

La grappa è storia, cultura, talento, tecnologia e passione, e l’attività delle nostre aziende è sempre di più rivolta a creare un consumo consapevole, a far percepire il prodotto come il frutto di una cultura  secolare tramandata di padre in figlio ed oggi realizzata ottemperando a tutte quelle pratiche che rendono il prodotto sicuro dal punto di vista alimentare.

Ed è proprio per creare cultura e conoscenza, che si moltiplicano le iniziative di ognuno di noi nel promuovere un consumo che faccia apprezzare  il distillato di bandiera in tutti i suoi aspetti.

E in questa tarda estate, in riva al mare, in piscina, in una baita di montagna troverete tante proposte in cui la grappa diventa protagonista, provatela con un po’ di ghiaccio, o in una granita, ed anche in un cocktail fantasioso, sarà un vero piacere per i vostri sensi, certamente ben lontano dallo ‘sballo’ di cui tanti ci vorrebbero accusare..!

Costume e Società

“Occhio alla Grappa .. di qualità” l’invito del celebre conduttore Alessandro Di Pietro

luglio 23rd 2010 | Posted by Marzia Morganti Tempestini

Alessandro Di Pietro, conduttore di "Occhio alla Spesa" su RaiUno

Alessandro Di Pietro, giornalista, da 7 anni conduce su RaiUno la trasmissione “Occhio alla Spesa”, il programma in favore dei consumatori in onda tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 10.55 alle 11.55. Un programma di infotainment, cioè di informazione e intrattenimento, ma con una maggiore attenzione ai prezzi. Ogni giorno viene preso in analisi un prodotto merceologico tra quelli che entrano più diffusamente nella borsa della spesa degli italiani. Come e da chi viene prodotto e commercializzato, le varietà, la sua qualità, il quadro nutrizionale e – non ultimo – quanto costa. A lui abbiamo pensato di porre alcune domande per capire meglio, dalla sua posizione privilegiata, quali possano essere gli elementi di forza della grappa nei confronti del consumatore.

La grappa ha sempre avuto per il consumatore una duplice immagine: un prodotto di nicchia, riservato ad un pubblico di intenditori, o una bevanda digestiva, da consumare alla fine di un pasto o per “correggere” il caffè. Ritiene che oggi la grappa abbia una nuova accezione?

A mio avviso, il bevitore di grappa oggi si può classificare in due categorie: “l’intenditore” cioè colui che ricerca, sceglie, centellina le grappe di qualità, le conserva orgoglioso, le mostra agli ospiti… e questo è sicuramente un consumatore di nicchia. Di contro, esistono i bevitori di grappa disattenti, che dopo il vino e un lauto pasto bevono grappa per digerire senza apprezzarne o identificarne aroma, intensità, densità, profumi e sapori, confondendo la grappa per un banale digestivo… questi sono i consumatori di massa della grappa che vanno rispettati commercialmente quanto i primi perché forse senza questo mercato non esisterebbe quello di nicchia…

Dalla sua esperienza quotidiana, a stretto contatto con il consumatore medio italiano, nota un orientamento dei consumi verso i prodotti di qualità, anche a fronte di un prezzo leggermente più elevato? La grappa riesce a trasmettere questo “plusvalore” di qualità e tradizione?

Certamente, è evidente il dato che emerge dal mercato delle grappe di elitè che stanno in forte ripresa e questo la dice lunga sulle potenzialità di un mercato rivolto essenzialmente alla qualità nella tradizione.

Alessandro Di Pietro e la grappa: in quale occasione ama degustarla, e quale tipologia apprezza maggiormente? C’è un abbinamento che predilige, che le regala un momento piacevole, tutto suo?

Un montanaro friulano molti anni fa mi insegnò come e quando si può apprezzare al meglio un sorso di grappa… Mi disse quando si ha la bocca “libera” e  lo stomaco “prigioniero”. Cioè, la bocca libera dai sapori e la digestione avviata, quindi non dopo una abbuffata, né a digiuno. E’ evidente, poi, che ognuno gusta questo distillato come e quando vuole. Io, per esempio, mi “invelluto” di grappa nei momenti in cui mi piace stare da solo in compagnia di un libro.

L'intervista

Grappa & Mix

luglio 23rd 2010 | Posted by Marzia Morganti Tempestini

Abbiamo scelto di intervistare Giorgio Fadda, Presidente AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori) riguardo alla nuovissima tendenza che vede anche la grappa tra gli ingredienti utilizzati nella preparazione di cocktail. Un iniziativa che può avvicinare anche i giovani al mondo del distillato di vinacce, contribuendo alla diffusione della cultura legata alla grappa, alla tradizione della distillazione e costituendo nuove occasioni di consumo di una bevanda fino a poco tempo fa relegata a “digestivo” a fine pasto.

Presidente Fadda, come vede l’utilizzo della grappa nella preparazione di cocktail?

A differenza degli altri distillati bianchi, la grappa è sempre stata considerata”difficile”da miscelare. La sua forte personalità escludeva qualsiasi possibilità di abbinamento. Tutto questo per fortuna succedeva più di venti anni fa! Più o meno in quel periodo, Enzo Grippa, noto Barman Trentino che lavorava al Hotel Luna di Venezia, proponeva ai suoi clienti l’“Alba Alpina” un ottimo digestivo composto da Grappa, liquore di menta e succo di limone. Oggi, grazie alla scrupolosa scelta delle materie prime, alla serietà dei nostri maestri distillatori, disponiamo di grappe di gran qualità che, pur mantenendo caratteristiche aromatiche che conferiscono grande personalità al distillato, hanno una morbidezza che permette il “compromesso” di unirsi ad altri prodotti in miscelazione.

Quali sono le caratteristiche di questo distillato che ne permettono la miscelabilità? Quali le tipologie più indicate?

Sicuramente sconsigliate grappe che son state sottoposte a maturazione in legno. In miscelazione vanno benissimo tutte le grappe bianche, meglio ancora se di monovitigno.

Quali sono gli ingredienti che possono essere utilizzati in un cocktail a base di grappa, per non nasconderne le inconfondibili note aromatiche e anzi valorizzarle?

Si possono creare ottimi digestivi unendo la grappa a liquori di frutta quali arancia, Limoncello, bene anche l’ abbinamento con liquori al caffè. Trovo simpatica la ricetta del “Grappaccino” composta da Grappa bianca, Amaretto Luxardo, sciroppo di zucchero e un espresso ristretto, cosi come la variante del Grappa Manhattan proposti da Simon Difford nella sua ultima edizione di Cocktail #7  dove la grappa sostituisce il Ray whiskey in questo classicissimo cocktail aperitivo.

Una morbida grappa giovane può anche trovare ottimi abbinamenti nella composizione di Long Drinks dissettanti e poco alcolici, se abbinati a succhi freschi quali anguria, cranberry, ananas. Con succo di Acaj per creare un drink leggermente alcolico dissetante  ma energetico e nutriente.

Una mia personalissima variante del famoso Moscow Mule, è il “Burriccu Sardu”  composto da Filu e Ferru (Grappa Sarda) alcune gocce di succo di lime e allungato con Ginger Beer e servito con foglie di menta e buccia di cetriolo.

La grappa è sempre stata un distillato da degustare “puro”, accompagnato da un buon sigaro o da piccola pasticceria. Questa nuova tendenza a che cosa crede sia dovuta? Quali nuove strade può aprire al mondo della grappa?

La tendenza ad esplorare nuovi gusti, come nuove alchimie, miscele o abbinamenti è puro desiderio di novità. Tutto nel mondo del bere è in movimento. Le scoperte e la riscoperta nel nostro settore sono vitali. Le cose si rinnovano e si muovono proprio come le richieste della clientela sempre più aperte all’ eclettismo.

Studi e Ricerche

Internet aiuta la cultura della grappa

luglio 23rd 2010 | Posted by Redazione

Alcuni cocktail proposti in occasione della "Francoli Cup"

Francoli Cup è il concorso per cocktail a base grappa, dedicato agli istituti alberghieri, che negli anni ha sempre registrato il maggior numero di adesioni, un successo crescente che ha sancito il primato tra le iniziative analoghe, ma, soprattutto, ha assicurato il costante favore di docenti e studenti.

Dopo tante edizioni, dunque, si è pensato di modificare la formula, ponendosi alcuni obiettivi: un contatto più frequente e diretto con i docenti ed un approccio più adeguato all’età degli studenti, uno sdoganamentodell’uso dei mezzi di comunicazione più attuali, quali i social network, youtube, gli smartphone, una condivisione ed una trasparenza assoluta sulle procedure concorsuali, un esperimento  di viral marketing.

Tanti obiettivi, molte aspettative, gli uni più che rispettati, le altre addirittura superate a detta di Alberto FrancoliSiamo stati i primi a credere nella nuova formula multimediale e siamo soddisfatti dei risultati, ma abbiamo anche registrato una serie di riscontri di grande interesse per aiutarci a comprendere ancora meglio l’universo giovanile e l’approccio di questo mondo con gli alcolici”.

Un’indagine sociologica, dunque, che fornisce informazioni utili per affinare gli strumenti di marketing che l’azienda può impiegare nelle proprie azioni commerciali future.

I dati dell’iniziativa:

Il portale www.francolicup.org ha registrato una media di visitatori che, durante i giorni di votazione popolare superava sempre il migliaio di utenti. Il vincitore della giuria popolare, colui che ha mosso più amici in suo favore, ha ottenuto quasi 3000 preferenze, la somma di tutti i voti popolari, contando i singoli accessi, ha superato le diverse migliaia. Si sono verificati casi di sollecitazione al voto che sono da annoverare tra le azioni spontanee di marketing virale, tanto ambite da molte aziende, tra le quali citiamo lo studente di una scuola che per incoraggiare i votanti ha posto un tetto, raggiunto il quale, avrebbe offerto in prova il suo Cocktail in una serata a tema in un locale della sua città, riuscendo così a trasportare il gioco virtuale nella vita reale con un processo di fidelizzazione per il marchio Francoli finora  inimmaginabile.

Grappa & City

Amerigo dal 1934 – La carta delle grappe

luglio 23rd 2010 | Posted by Matteo Palozzo

Alberto Bettini, patron di "Amerigo dal 1934"

Dal lontano 1934, quando Amerigo e Agnese aprirono la Trattoria, il locale è sempre stato un punto di riferimento nella valle dell’Appennino Bolognese, a Savigno. La cucina semplice, fatta di ciò che il cortile, il pollaio, l’orto, i campi ed i boschi offrono sono – oggi come ieri – l’anima dei piatti ristorante Amerigo dal 1934, locale premiato con una stella sulla Guida Michelin. Nel corso degli anni la passione è aumentata giungendo oggi alla terza generazione di osti. Accanto alle ricette della tradizione, la cucina di Amerigo dal 1934 ha sviluppato piatti più innovativi ma sempre semplici, dove cogliere quel sottile equilibrio tra rusticità ed eleganza. Tra le scelte del locale, quella di proporre al cliente una carta delle grappe e dei distillati, per favorire una scelta attenta ai gusti e alle esigenze. Ne parliamo con Alberto Bettini, patron del locale.

La carta dei distillati o delle grappe: un vezzo del ristoratore o un elemento utile al cliente per scegliere il giusto “finale” di una cena?

Decisamente la carta dei distillati è uno strumento utile e culturalmente formativo per i clienti, di solito abituati a scegliere sempre lo stesso marchio o affidarsi ai ristoratori. In questo modo invece possono affrontare la scelta valutando le differenze tra le diverse proposte, o informarsi qualora non conoscano gli elementi distintivi.

Il consumatore: la scelta di una grappa alla fine del pasto è dovuta alla necessità di un “digestivo” o è determinata dal piacere della degustazione di un prodotto?

Il cliente “old style” vede la grappa come digestivo. Quello attento, invece, come puro piacere e giusto finale del pasto. Credo anche che il fatto di considerarla digestivo possa anche essere un modo di ingannare se stessi (o la moglie…) e dare una giustificazione salutista ad una voglia.

Quali sono gli elementi che influenzano la scelta? Il consumatore conosce e sceglie la grappa o non fa distinzioni tra le diverse tipologie?

Vale la risposta alla vostra prima domanda. In genere le richieste si riferiscono a “secca” o “morbida” oppure “aromatica” o “non aromatica”. Qualche volta si fa riferimento ad un marchio conosciuto o ad una abitudine degustativa; alcune altre alla regione di provenienza. Molto più precise sono le richieste che riguardano distillati invecchiati esteri.

Manifestazioni ed Eventi

ING: la qualità che trionfa

luglio 23rd 2010 | Posted by Redazione

“ACQUAVITI D’ORO 2010″: GRAPPA DEL TRENTINO LA PIÙ PREMIATA

(fonte: AGI) Ben 18 riconoscimenti su 82 in totale. Basterebbe questo a spiegare il successo che le grappe del Trentino hanno riscosso nell’ultima edizione del concorso nazionale promosso dall’Anag, Acquaviti d’oro 2010. Oltre il 20% dei distillati premiati insomma e’ rappresentato dalle grappe del Trentino che in tutto hanno raccolto 11 medaglie d’oro, 6 d’argento e un Best Gold per la categoria “grappe giovani aromatiche”. “Un successo che e’ il risultato dell’intensa attività di ricerca della qualità da parte dell’Istituto – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli – e che conferma da un lato il forte impegno dei nostri produttori a cercare prodotti sempre piu’ in linea con standard qualitativi che ormai sempre di più sono consolidati, dall’altro l’interesse sempre crescente sui nostri prodotti segno evidente che anche il consumatore si sta avvicinando in maniera sempre più consapevole alla grappa”. I giudizi espressi dagli 86 esperti assaggiatori ANAG, provenienti da tutte le Regioni d’Italia, sono stati sottoposti ad una attenta verifica dei dati attraverso più metodi analitici e di controllo dei risultati. Anche gli stessi assaggiatori sono stati sottoposti ad un controllo tale da verificare la loro attendibilità, la coerenza del loro giudizi e la risposta rispetto al gruppo. Dall’esito di questa verifica ne e’ uscito un quadro che conferma l’elevata professionalità e preparazione dei giudici ANAG intervenuti nel 5° concorso internazionale “Acquaviti d’Oro”.

GLI ASSOCIATI ING TRIONFANO AL CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES

Great Gold Medal
Grappa Gewùrztraminer Affinata Roner S.p.A. Distillerie
Gold Medal
Cavallina Bianca Grappa Stravecchia 2008 Distilleria Zanin
Grappa Traminer Distilleria Pilzer
Silver Medal
Grappa Invecchiata di Amarone 2006 Distilleria G. Bertagnolli
Grappa Luigi Francoli Barrique del Limousin Riserva 7 anni F.lli Francoli S.p.A.
Grappa Sgnape dal Fogolar Stravecchia Distilleria F.lli Caffo

Appuntamenti

Torna Grapperie Aperte

luglio 23rd 2010 | Posted by Redazione

Un momento delle passate edizioni

Settimo appuntamento con le distillerie associate all’Istituto Nazionale Grappa per scoprire i segreti della grappa, come si ottiene ma anche il legame di questo prodotto eccellente con la tradizione e la cultura della penisola.

Grapperie Aperte costituisce l’unico, vero, grande momento annuale di colloquio delle distillerie con il pubblico e i media. Dall’Alto Adige alla Sicilia, il 10 ottobre Grapperie Aperte darà nuovamente la possibilità ad intenditori, appassionati e semplici curiosi di conoscere i segreti dell’arte della distillazione italiana, vero e proprio simbolo del made in Italy.

La settima edizione sarà principalmente incentrata sul tema del “bere consapevole”, al fine di prendere una posizione all’interno del dibattito sull’alcool, offrendo una collaborazione ad evitare un consumo smodato di alcol, e dimostrare che i produttori incentivano la moderazione e la consapevolezza.

Oltre a degustazioni e visite guidate alla scoperta dei preziosi alambicchi, l’inventiva e la fantasia dei distillatori offriranno un panorama di eventi ed intrattenimenti che coinvolgeranno i visitatori: da vere e proprie escursioni alla scoperta di tutti gli aspetti produttivi, dalla vigna all’alambicco, fino a degustazioni di prodotti tipici in abbinamento alla grappa, ma anche dimostrazioni con sommeliers e barman, preparazione di ricette a base di grappa insieme a chef illustri e presentazione di nuovi prodotti.

La voce del territorio

La grappa altoatesina compie 20 anni

luglio 23rd 2010 | Posted by Redazione

I 20 anni della grappa altoatesina sono stati commemorati con un film-documentario presentato nell’ambito di una piccola festa organizzata presso il Filmclub. In questa occasione sono stati passati in rassegna il grande impegno profuso per incrementare la qualità e le vendite della Grappa originale altoatesina.

Il filmato di 30 minuti “Aqua vitae”, nato dalla cooperazione tra l’EOS della Camera di Commercio di Bolzano, l’Ufficio Audiovisivi e la Rai di Bolzano, presenta un interessante percorso sulla grappa e i metodi di distillazione”. Il film è una testimonianza della tradizione dell’Alto Adige come produttore di grappa e uno strumento per la sua salvaguardia. Il documentario e l’aumento delle vendite mostrano che si sta percorrendo la strada giusta per valorizzare la grappa di qualità Alto Adige. La particolarità della grappa con marchio di qualità Alto Adige è la sua purezza in quanto priva di additivi e aromatizzanti. Controlli periodici assicurano il rispetto dei severi criteri di qualità.

20 anni di grappa con marchio di qualità Alto Adige

I primi studi scientifici sulla distillazione delle vinacce risalgono al XVII sec. Le regioni dell’Italia settentrionale sono ritenute la patria della grappa di vinaccia. Con il passare del tempo l’arte della distillazione è stata perfezionata anche in Alto Adige. Una conseguenza del costante miglioramento della qualità è l’introduzione nel 1990, in seguito alle direttive nazionali ed internazionali per la tutela del prodotto, della denominazione “Grappa Alto Adige” con il marchio di qualità altoatesino. Negli anni vi è stato un impegno costante improntato non solo all’incremento della qualità ma anche ad una efficace azione di marketing attuata dalla Camera di commercio che comprende la partecipazione a rinomate fiere, la sponsorizzazione di diverse manifestazioni gastronomiche, pubblicità, comunicati stampa, l’introduzione di un vademecum della grappa e altro materiale pubblicitario e la realizzazione di diverse azioni promozionali (ad es. la giornata delle porte aperte nelle distillerie). Con il passare degli anni le campagne di marketing sono decisamente cambiate; se prima l’obiettivo che le fiere e le sponsorizzazioni dovevano raggiungere era quello di avvicinare l’ambiente della gastronomia, ora si mira ad informare i consumatori. Negli ultimi 5 anni, ovvero dall’introduzione del nuovo marchio di qualità, sono state vendute 441.000 bottiglie di grappa di qualità Alto Adige; nel 2009 ne sono state prodotte ca. 100.000.

Documentario sul patrimonio culturale “Acquavite”

Il film racconta in modo vivace come la tradizione delle distillerie si sia sviluppata nei secoli nella regione viticola dell’Alto Adige. “Da vinacce di ottima qualità si produce un’acquavite di ottima qualità. Per raggiungere questo risultato è tuttavia necessaria una tecnica sofisticata che gli appassionati di questo prodotto hanno affinato nel tempo. Questi sono i due segreti del successo dell’arte della distillazione. Il risultato è che oggi la grappa altoatesina è diventata un prezioso prodotto da gustare che non deve mancare in nessuna cucina che si rispetti”, questo è in sostanza il messaggio centrale del documentario. È una storia di farmacisti, distillerie abusive, di contadini e produttori di vinacce. Attraverso la ricostruzione di ambientazioni storiche nei luoghi originali, il materiale d’archivio, le tecniche di distillazione di ieri e di oggi, le distillerie abusive, il contrabbando e i pareri di esperti, vengono rappresentati il passato e il presente della grappa. Il documentario è stato prodotto dalla Taenia Production & Communication. L’autore è Roland Walcher-Silbernagele; la regia di Jochen Unterhofer. Direttrice di produzione è Petra Tschenett. I diritti televisivi sono di proprietà della Rai di Bolzano mentre la EOS ha i diritti di commercializzazione.

News dalle aziende

La grappa si rinnova

luglio 23rd 2010 | Posted by Redazione

ANDREAS RONER FESTEGGIA 70 ANNI

Ha raggiunto il traguardo dei 70 anni Andreas Roner, presidente dell’omonima azienda. Quale modo migliore per celebrare il 70esimo compleanno di Andreas Roner se non con il lancio di un nuovo prodotto, una grappa innovativa nel gusto e nella grafica? La pregiatissima Grappa Cabernet 1940 è una grappa di vinaccia di Cabernet sottoposta a doppia distillazione rigorosamente a bagnomaria in alambicchi di rame. L’affinamento di diverse annate avviene in botti di rovere. Con il suo colore limpido e ambrato, il suo aroma intenso, fine e fruttato con note di vaniglia, la Grappa Cabernet 1940 lascia una sensazione gustativa molto armonica, gustosa e vanigliata con una leggera nota di caffè. La Grappa Cabernet è inoltre impreziosita da un cofanetto di legno noce ed è corredata da 2 eleganti bicchierini con coperchio. Perché anche l’occhio vuole la sua parte!

MAZZETTI D’ALTAVILLA AL TAVOLO DEL CANCELLIERE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE

Le grappe Mazzetti d’Altavilla-Distillatori dal 1846 sono state protagoniste alla recente cena benefica avvenuta presso l’Azienda Vitivinicola La Pracurte di Annone Veneto. Ospite d’eccezione della serata è stato il Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, Monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, al tavolo con il Responsabile Export di Mazzetti d’Altavilla Sanzio Evangelisti. Un momento conviviale nel quale non sono mancati gli approfondimenti sulla realtà della distillazione e sulla qualità della grappa, simbolo italiano nel mondo. A chiudere la serata, organizzata in favore dell’Istituto per Anziani di Pordenone, sono state due distillati di punta di Casa Mazzetti: la grappa Nebbiolo da Barolo invecchiata e “Incontro”, Grappa di Nebbiolo da Barbaresco e Barolo, ottenuta da vinacce selezionate e distillata in alambicco di rame in corrente di vapore. con processo discontinuo. Due prodotti che i commensali (circa settecento) hanno dimostrato di gradire riscontrando apprezzamenti e curiosità rivolti verso la qualità dei distillati serviti.

GUALCO E LA TRADIZIONE PIEMONTESE

La Distilleria Gualco Snc ha rinnovato completamente l’impianto rifacendo il discontinuo bagnomaria alla piemontese che quindi (dopo la chiusura della Distilleria Artigiana di Mombercelli) sarà praticamente l’unico di quel tipo veramente operativo. Dal 2009 la grappa della Distilleria Gualco sarà, praticamente, l’unica che a norma può essere qualificata (legge regionale) come Prodotto Tradizionale Piemontese. È stata inoltre ripristinata la vecchia cantina storica del 1700, utilizzata Magazzino Invecchiamento.

GRAPPA MORBIDA MAGNOBERTA

Alla vista, la limpidezza e il colore ambrato creano subito una certa attesa che trova conferma facendo emergere le note del legno e della vaniglia e le mille sfumature che si susseguono, mentre il distillato si apre. Le fragranze di vaniglia, prugna e cioccolato sono intensi ed i profumi eleganti. In bocca si ripresenta la morbidezza e la fragranza del legno delle barrique di Rovere di Slavonia, in cui si affina per oltre sei mesi ed il gusto è persistente, col ritorno di note dolciastre e profumate. Dal sapore morbido e caldo, ha un gusto vellutato e fruttato con retrogusto dolce, tipico dei vitigni aromatici da cui proviene. La Grappa Morbida Magnoberta ha origine, infatti, dalle vinacce di Moscato, Brachetto e Malvasia del Monferrato; con un grado alcolico del 42%, viene commercializzata in semplici bottiglie da 70 cl. ad un prezzo assolutamente interessante.

SIBONA IN FORMATO LITRO PER LA RISTORAZIONE

La Sibona, Storica distilleria Piemontese, sita tra le 2 prestigiose zone di Roero e langhe dove vengono prodotti tra i migliori vini al mondo tra cui Barbaresco e Barolo, ha da poco lanciato la linea grappe in bottiglia graduata formato da 1 Lt. La scelta del formato litro è stata fatta per venire incontro alla ristorazione ed offrire da un lato un risparmio rispetto ai formati più piccoli e dall’altro rendere più visibili fisicamente le nostre grappe. La bottiglia litro scelta è la famosa e storica “graduata Sibona” che ha una forma molto particolare e garantisce una forte riconoscibilità. In questo formato sono disponibili diverse grappe Monovitigno piemontesi ed anche il particolarissimo amaro Sibona.

TRENTO: PREMIATI I DISTILLATI DELL’ISTITUTO AGRARIO DI SAN MICHELE ALL’ADIGE

Conferma di qualità per la distilleria dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, nel Trentino, che ha conquistato la medaglia d’argento al 5° Concorso internazionale Acquaviti d’Oro a Termeno. A salire sul podio la grappa di Schiava, una delle piu’ tradizionali e caratteristiche grappe trentine. L’iniziativa e’ stata organizzata dalla sezione regionale dell’Associazione nazionale assaggiatori grappa e acquaviti e ha visto la partecipazione di 75 aziende e 225 acquaviti. I giudizi sono stati espressi da 86 esperti assaggiatori provenienti da tutte le regioni italiane. Recentemente, i prodotti della distilleria dell’Istituto agrario sono stati giudicati molto positivamente dalla rivista svizzera ”Merum”, specializzata nell’enogastronomia, che ha condotto una selezione accurata delle grappe italiane.