I superalcolici in generale, e la grappa in modo particolare, hanno una immagine nei loro consumatori che tende più ad associarli a montagne innevate, serate davanti al caminetto o bicchierini digestivi dopo luculliane cene invernali, piuttosto che alle stagioni e ai caldi estivi.
D’estate, è noto, gli alcolici vengono ‘mascherati’ da variopinti beveroni, pieni di ghiaccio tritato e fettine di frutta, in modo da renderli appetibili e stemperarne la originale forza alcolica. È questo il tempo di vodke, rhum bianchi, ed altri distillati trasparenti.
La grappa è pur essa cristallina, però è troppo nobile, troppo distinta per accettare dei mascheramenti: il ghiaccio la rovina, con alcuni frutti (il limone, per esempio) non va d’accordo, e questo riduce -e di molto – le sue potenzialità commerciali nelle stagioni più calde.
Ma è anche vero che vi sono delle tipologie di grappa che più di altre si prestano ad un consumo estivo: la preferenza va senz’altro alle grappe giovani, morbide e magari aromatiche, che possono accettare una temperatura di servizio inferiore a quella ambiente: leggermente refrigerate (ma mai ‘on the rocks’ , cioè servite con il ghiaccio !!) queste acquaviti sono degne concorrenti di altri distillati d’oltralpe nel terminare una cena magari all’aperto, sotto il cielo estivo: la loro lenta degustazione contribuirà ad accrescere la giovialità, a cementare il ricordo di una piacevole compagnia, a trasformare quel barbecue in una serata indimenticabile. Alla vostra!
Una parola ai produttori: il Parlamento ha definitivamente licenziato, con voto positivo, la Legge Comunitaria, che in un articolo prevede la abrogazione della possibilità di aggiungere aromi alla grappa.
L’Istituto Nazionale Grappa, insieme ad Assodistil – e quindi la quasi totalità delle imprese del settore – hanno fortemente appoggiato questa iniziativa, che permetterà alla nostra acquavite di bandiera di tutelare nel tempo la sua immagine di purezza e di qualità: verrà premiato chi riuscirà a migliorare il proprio prodotto con le innovazioni tecnologiche, la freschezza e bontà delle vinacce, e la capacità di assaggio dei propri Mastri Distillatori. Verrà punito – e giustamente – chi pretendeva di avvantaggiarsi rispetto ai propri concorrenti mediante la aggiunta alla propria grappa di poche gocce di aroma, magari di albicocca o di mandorla, rigorosamente evitando di dichiararlo in etichetta.
Buona lettura.



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