
Cesare Mazzetti, Presidente ING
Le notizie che spesso ci giungono dai telegiornali, accomunano noi produttori di alcolici a ‘venditori di morte’. È ora di prendere posizione e dichiarare che i produttori di grappa non ci stanno, non è così, e il consumatore lo sa.
Sorseggiare e assaporare un bicchiere di grappa invita alla sosta, alla riflessione, tutti i nostri sensi si rilassano, la mente si libera per apprezzare in pieno ogni sua sfumatura di aromi e di gusto, un sorso di quell’acqua cristallina invita alla conversazione. Niente a che vedere con lo sballo.
La grappa è un orgoglio nazionale, così come il Cognac lo è per la Francia, lo Scotch Whisky per la Gran Bretagna, la Vodka per la Russia e il Rum per Cuba. Per molto tempo è stata ritenuta una bevanda “dura” da contadini, ottenuta da quelli che venivano considerati gli “scarti” di cantina. La prima citazione ufficiale è del 1451, vien da chiedersi: come abbiamo fatto a sopravvivere fino ad ora se fosse così nociva come viene fatta percepire?
La grappa è storia, cultura, talento, tecnologia e passione, e l’attività delle nostre aziende è sempre di più rivolta a creare un consumo consapevole, a far percepire il prodotto come il frutto di una cultura secolare tramandata di padre in figlio ed oggi realizzata ottemperando a tutte quelle pratiche che rendono il prodotto sicuro dal punto di vista alimentare.
Ed è proprio per creare cultura e conoscenza, che si moltiplicano le iniziative di ognuno di noi nel promuovere un consumo che faccia apprezzare il distillato di bandiera in tutti i suoi aspetti.
E in questa tarda estate, in riva al mare, in piscina, in una baita di montagna troverete tante proposte in cui la grappa diventa protagonista, provatela con un po’ di ghiaccio, o in una granita, ed anche in un cocktail fantasioso, sarà un vero piacere per i vostri sensi, certamente ben lontano dallo ‘sballo’ di cui tanti ci vorrebbero accusare..!


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