L'intervista

Grappa & Mix

luglio 23rd 2010 | Posted by

Abbiamo scelto di intervistare Giorgio Fadda, Presidente AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori) riguardo alla nuovissima tendenza che vede anche la grappa tra gli ingredienti utilizzati nella preparazione di cocktail. Un iniziativa che può avvicinare anche i giovani al mondo del distillato di vinacce, contribuendo alla diffusione della cultura legata alla grappa, alla tradizione della distillazione e costituendo nuove occasioni di consumo di una bevanda fino a poco tempo fa relegata a “digestivo” a fine pasto.

Presidente Fadda, come vede l’utilizzo della grappa nella preparazione di cocktail?

A differenza degli altri distillati bianchi, la grappa è sempre stata considerata”difficile”da miscelare. La sua forte personalità escludeva qualsiasi possibilità di abbinamento. Tutto questo per fortuna succedeva più di venti anni fa! Più o meno in quel periodo, Enzo Grippa, noto Barman Trentino che lavorava al Hotel Luna di Venezia, proponeva ai suoi clienti l’“Alba Alpina” un ottimo digestivo composto da Grappa, liquore di menta e succo di limone. Oggi, grazie alla scrupolosa scelta delle materie prime, alla serietà dei nostri maestri distillatori, disponiamo di grappe di gran qualità che, pur mantenendo caratteristiche aromatiche che conferiscono grande personalità al distillato, hanno una morbidezza che permette il “compromesso” di unirsi ad altri prodotti in miscelazione.

Quali sono le caratteristiche di questo distillato che ne permettono la miscelabilità? Quali le tipologie più indicate?

Sicuramente sconsigliate grappe che son state sottoposte a maturazione in legno. In miscelazione vanno benissimo tutte le grappe bianche, meglio ancora se di monovitigno.

Quali sono gli ingredienti che possono essere utilizzati in un cocktail a base di grappa, per non nasconderne le inconfondibili note aromatiche e anzi valorizzarle?

Si possono creare ottimi digestivi unendo la grappa a liquori di frutta quali arancia, Limoncello, bene anche l’ abbinamento con liquori al caffè. Trovo simpatica la ricetta del “Grappaccino” composta da Grappa bianca, Amaretto Luxardo, sciroppo di zucchero e un espresso ristretto, cosi come la variante del Grappa Manhattan proposti da Simon Difford nella sua ultima edizione di Cocktail #7  dove la grappa sostituisce il Ray whiskey in questo classicissimo cocktail aperitivo.

Una morbida grappa giovane può anche trovare ottimi abbinamenti nella composizione di Long Drinks dissettanti e poco alcolici, se abbinati a succhi freschi quali anguria, cranberry, ananas. Con succo di Acaj per creare un drink leggermente alcolico dissetante  ma energetico e nutriente.

Una mia personalissima variante del famoso Moscow Mule, è il “Burriccu Sardu”  composto da Filu e Ferru (Grappa Sarda) alcune gocce di succo di lime e allungato con Ginger Beer e servito con foglie di menta e buccia di cetriolo.

La grappa è sempre stata un distillato da degustare “puro”, accompagnato da un buon sigaro o da piccola pasticceria. Questa nuova tendenza a che cosa crede sia dovuta? Quali nuove strade può aprire al mondo della grappa?

La tendenza ad esplorare nuovi gusti, come nuove alchimie, miscele o abbinamenti è puro desiderio di novità. Tutto nel mondo del bere è in movimento. Le scoperte e la riscoperta nel nostro settore sono vitali. Le cose si rinnovano e si muovono proprio come le richieste della clientela sempre più aperte all’ eclettismo.

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