Va bene il settore degli spirits, con le acqueviti che vanno sempre maggiormente verso la nicchia. Questo il dato su cui hanno dissertato gli esperti intervenuti al convegno “Il futuro delle acqueviti”, organizzato da Forum Aquavitae lo scorso 19 e 20 maggio a Borgo Antico San Vitale.
Nell’industria italiana del beverage, le bevande spiritose – come la normativa europea definisce gli “spirits” con più del 15% di volume di gradazione alcolica – hanno registrato le migliori performance di crescita, raccogliendo un +5% negli ultimi dieci anni, con segno positivo anche in questi ultimi anni di crisi. A fare da traino, il segmento dei liquori (+5,7%) che da solo pesa il 68% circa sull’intero comparto, mentre gli altri spirits sono andati a decrescere, ad esclusione di rum e acqueviti di frutta. Nel settore del beverage in Italia, le bevande spiritose in generale, sono quelle con il più alto valore aggiunto: +0,7% a volume dell’intero settore delle bevande, +10% in valore. Buone prestazioni anche nelle esportazioni a volume di bevande spiritose, dove l’Italia si piazza al terzo posto a livello mondiale mentre si posiziona solamente al nono posto se si parla di valore. Nella grande categoria delle bevande spiritose emergono le acqueviti, le bevande distillate che mantengono un forte collegamento con il territorio sia per il collegamento con le tradizioni, sia per i riflessi dell’ecosistema in cui nascono sul loro profilo sensoriale. Per questo motivo, alle acqueviti e alla grappa in particolare è stata dedicata una intera sessione di lavoro, durante la quale sono state affrontate tematiche legate alle origini, alla storia, all’economia e alla tecnologia di produzione, al consumo e alle regole per poterla apprezzare con pienezza. L’universo delle bevande spiritose viene stimato in oltre 20 miliardi di litri, posizionandole seconde solo alla birra e uguagliando praticamente i risultati del comparto vino.
Studi e Ricerche
Grappa & City

Rosaria Benedetti
Una donna energetica, passionaria, con un forte carisma che coinvolge e inebria piacevolmente come i vini che sono parte della sua vita.
Rosaria Benedetti, titolare per molti anni dell’enoteca Stappamatto di Rovereto, oggi dell’Hotel Villa Maria Torbole sul Lago di Garda, sommelier e donna degustatrice della Guida Vini Buoni d’Italia possiede uno charme e un’esperienza che la rendono un personaggio unico nel suo genere.
Trentina, con la grappa ha da sempre un rapporto privilegiato perché da queste parti la grappa è come l’aceto balsamico per i modenesi, ovvero una istituzione.
Rosaria, una domanda alla donna degustatrice e titolare di una affermata enoteca a Rovereto, ma soprattutto all’abitante di questa regione: che cosa rappresenta la grappa per i trentini?
Chiamiamolo un “modus vivendi”, la grappa fa parte integrante del nostro quotidiano:
Siamo andati fortunatamente oltre il famoso “grappino a colazione”, corroborante quanto tragica esperienza sia adulta sia ahimè infantile, legata a decenni di profonda povertà ma conserviamo un grandissimo affetto per questo distillato. Per noi è la “creatura” di casa che trovi ovunque, in città come nelle valli di montagna, è il prodotto naturale di grande tradizione, la summa di un anno di lavoro in campagna ed in cantina, un legame indissolubile tra generazioni e territorio.
Ha notato, dal suo osservatorio privilegiato, un cambiamento nelle abitudini di consumo?
I cambiamenti sono molti. Qualche anno fa durante una degustazione di grappa un raffinato signore con i capelli d’argento mi ha detto: non trovo più in commercio una grappa veramente secca. Ecco il primo grande cambiamento: il consumatore si è abituato, o lo abbiamo abituato, a maggiori morbidezze, a prodotti che entrano in bocca scivolandovi eleganti senza graffiare per poi esplodere nella loro pienezza gustativa. Accanto a questo altri: l’aumento nel consumo di grappe aromatiche e di monovitigno, il servizio a temperature basse che mascherando un po’ la presenza alcolica, permette di affrontare anche il secondo bicchierino.
Strategie commerciali o variazione nel gusto?
Nella nostra Enoteca serviamo molte grappe tradizionali di vinacce miste, pochissime grappe fredde ed in ogni caso mai agli amici trentini!
Il Trentino Alto Adige è una regione “di confine” e quindi particolarmente soggetta alla discesa di austriaci e tedeschi che rappresentano oltretutto il più grande mercato estero di sbocco del nostro distillato. Secondo la sua esperienza, cosa si aspetta il cliente straniero dalla nostra grappa?
Un prodotto di pregio, una qualità elevatissima, una grande bevibilità e l’ emozione di un attimo.
Grappa liscia o invecchiata, qual’è la tendenza seguita dai produttori?
Credo che i produttori oggi siano tutti consapevoli che non ci sono categorie privilegiate: bisogna aprirsi a 360° lasciandosi anche guidare dell’evoluzione di mercati nuovi: i cambiamenti cui ho fatto cenno tracciano quotidianamente la strada da percorrere.
E comunque la grappa, è femmina, e piace come piace una bella donna: snella e dinamica quando è giovane, raffinata ed elegante quando gli anni passano. Ma questo i produttori già lo sanno.
Quale futuro si legge per il distillato italiano?
In salita! Forse sono eccessiva? ma sicuramente il vento non è favorevole. Bisogna mantenere un’altissima qualità di prodotto ed ampliare i mercati. Una grande regola del commercio dice che quando si chiude un mercato se ne deve aprire un altro e ci sono paesi in cui le vendite di distillato si stanno incrementando a fronte di altri in cui invece sono in forte calo. Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ovviamente di grappa!
Manifestazioni ed Eventi
GRAPPERIE APERTE 2011
Ultimi sprazzi di una torrida estate, in cui oltre al clima si è scaldato anche il motore dell’ottava edizione di Grapperie Aperte, l’imperdibile appuntamento che l’Istituto Nazionale Grappa organizza ogni anno nel mese di ottobre grazie alla collaborazione dei soci produttori di grappa di tutta Italia che per un’intera giornata aprono le porte delle proprie distillerie al grande pubblico per far conoscere non solo i prodotti ma anche i segreti su come nasce il distillato di bandiera del Bel Paese.
L’appuntamento con l’edizione 2011 è domenica 2 ottobre, per una giornata alla scoperta del nostro distillato principe tra alambicchi, tradizione e cultura. Numerose le adesioni da parte dei soci di ING che sono già pervenute alla segreteria organizzativa evidenziando un forte coinvolgimento che si rinnova anno dopo anno, così come forte è anche l’interesse che ogni edizione della manifestazione raccoglie tra appassionati di grappa, intenditori e semplici curiosi.
Domenica 2 ottobre, insieme alle tradizionali degustazioni e alle visite guidate in distilleria, i produttori offriranno una ricca agenda di eventi ed intrattenimenti che coinvolgeranno visitatori di ogni età e genere: dalle vere e proprie escursioni alla scoperta di tutti gli aspetti produttivi, dalla vigna all’alambicco, fino alle degustazioni di prodotti tipici in abbinamento alla grappa, senza tralasciare l’aspetto più “spettacolare” fatto da dimostrazioni con sommeliers e barman, preparazione di ricette a base di grappa insieme a chef illustri e presentazione di nuovi prodotti.
CONCORSO ANAG ACQUAVITE D’ORO
Edizione numero 6 per il prestigioso concorso Acquaviti d’Oro, organizzato dall’ANAG, che ha assegnato ben 74 medaglie a dimostrazione dell’alto valore dei prodotti presentati. Ogni categoria – sono 16 – ha avuto i propri vincitori e la peculiarità del concorso sta proprio nel radunare in una sola kermesse tutte le categorie di appartenenza delle varie acquaviti.
I campioni sono stati assaggiati da una rigida giuria composta da 77 assaggiatori ANAG provenienti da tutte le regioni d’Italia.
Tre le tipologie di premi assegnati: Best Gold, Oro e Argento. Ad aggiudicarsi il Best Gold – dedicato ai prodotti che si sono distinti in termini di giudizio dei giudici ANAG – 7 distillati, mentre le medaglie d’oro sono state 38 e gli argenti 29.
Le aziende che hanno ottenuto con i propri distillati un riconoscimento, da quest’anno potranno apporre sulle bottiglie premiate, il bollino esclusivo che permetterà al consumatore di riconoscere il prodotto e al produttore di avere un notevole ritorno d’immagine.
La premiazione ufficiale dei vincitori avverrà ad opera dei Presidenti ANAG di ogni regione creando un’occasione di contatto fra la associazione locale dell’ANAG e ciascuna azienda. Risultati e notizie del concorso sul sito www.acquavitidoro.eu
DOUJA D’OR ISTITUTO GRAPPA PIEMONTE
Si chiamerà Alambicco 150 – Storia di un’Italia unita e distillata, l’evento che si terrà ad Asti il prossimo 16 settembre nell’ambito del Douja D’Or. L’appuntamento con i distillati piemontesi è fissato nei locali dell’affascinante Palazzo dell’Enofila e vedrà alternarsi nel corso della giornata il convegno Lambiccar d’Italia, La Storia e i Volti della Grappa e il “tour” Sulle Rotte della Distillazione, che offrirà la possibilità di visitare due distillerie del territorio per conoscere da vicino gli elementi che costituiscono la concreta produzione dei distillati. La sera, nuovamente al Palazzo dell’Enofila, l’appuntamento “Dai Vitigni che han fatto l’Italia”, il quale ospiterà una interessante degustazione guidata, ispirata ai luoghi del viaggio di Garibaldi: protagoniste saranno quindi le grappe piemontesi, liguri, toscane e siciliane. La consegna del riconoscimento ufficiale Alambicco 150 concluderà la lunga giornata.
COCKTAIL SHOW A PERUGIA
Si terrà a Perugia il 26 e 27 settembre 2011, la 1a edizione di “Cocktail Show®” evento dedicato al mondo del bar e del food e beverage, che ospiterà il “Campionato Italiano Barman® Professionisti” e la competizione “The Best Wine Cocktail”. Le due competizioni che animeranno la kermesse – organizzata dalla Società Eventi DOP di Perugia (www.eventidop.com), già creatrice di “Acquavite Italia®” Mostra Nazionale del Distillato (www.acquaviteitalia.it) – saranno valutate da giurie d’eccezione composte da barman professionisti, rappresentanti qualificati dell’Associazione Italiana Sommelier, dell’Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquavite e da giornalisti operanti nel settore dell’enogastronomia. Sede dell’evento sarà la prestigiosa struttura del Centro Congressi Best Western Golf Hotel Quattrotorri e l’ingresso a “Cocktail Show®” sarà riservato esclusivamente ai professionisti del settore (gestori, titolari, dipendenti e operatori del settore bar, ristorazione e ospitalità in genere).
Percezioni del consumatore

di Camilla Guiggi
La grappa, distillato di vinacce, viene di solito degustata a fine pasto, ma la moda degli abbinamenti ci ha portato a provarla accostata a vari tipi di cibo. Si è iniziato con il cioccolato, poi con i formaggi, con i salumi e alla fine con il sushi. Anche l’accostamento con i sigari è risultato felicemente riuscito.
L’abbinamento con il miele si è voluto provare quasi come sfida il 24 settembre 2010 a Roma, durante il congresso sulla Grappa organizzato dall’Istituto Nazionale della Grappa.
Ma che cos’è il miele? “Per miele s’intende la sostanza dolce naturale che le api (Apis mellifera) producono dal nettare di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o dalle sostanze escrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive che esse bottinano, trasformano, combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare”. “Il miele è essenzialmente composto da diversi zuccheri, soprattutto fruttosio e glucosio, nonché da altre sostanze quali acidi organici, enzimi e particelle solide provenienti dalla raccolta del miele”.
Queste le definizioni che compaiono nel Decreto Legislativo 21 maggio 2004. Il miele è quindi un alimento completamente naturale, i cui principali elementi sono: zuccheri, enzimi, acidi, sali minerali e sostanze aromatiche.
I mieli uniflorali, di cui l’Italia è ricca, hanno profili sensoriali ben precisi, tali da renderli riconoscibili gli uni dagli altri. Il miele di acacia o di rododendro sono più dolci, invece il corbezzolo e il castagno hanno una componente amarognola, mentre l’eucalipto e l’ailanto risultano più aromatici.
Da qui l’abbinamento con la grappa. La grappa giovane, con le sue varie sfumature in relazione al vitigno d’origine , un po’ più “dura”si può abbinare ad un miele di rododendro, caratterizzato da sfumature di rose, o di ailanto, che ricorda all’olfatto il thè alla pesca. La grappa affinata con sensazioni più dolci, date dal passaggio in legno, si può abbinare con un miele di castagne, caratterizzato da un retrogusto ammandorlato, o di erica, che ricorda il caramello. Il miele di corbezzolo, caratterizzato da note di rabarbaro e di caffè, forse è il miele più difficile da abbinare per la sua componente amara. Interessanti sono gli abbinamenti regionali che si possono fare come avviene per i vini. Possiamo così provare un miele di castagno della Lunigiana DOP con una grappa del Chianti riserva. Il miele d’arancio, tipico della Sicilia, lo possiamo abbinare alla grappa di Zibibbo. Il miele di rododendro della Valtellina ben si va ad abbinare ad una grappa di Sfurzat.
La degustazione con abbinamento avviene come se si trattasse di un qualsiasi altro alimento. Si assaggia un cucchiaino di miele e poi si beve un sorso di grappa. La particolarità è che la componente glicerica del miele forma una patina in bocca che mitiga l’aggressività alcolica della grappa. L’abbinamento poi avviene per contrasto: le componenti dolci e morbide del miele vanno a contrastare e compensare le parti dure della grappa. Inoltre l’alcol della stessa grappa va a pulire la bocca ed invita ad un nuovo assaggio.
I giornalisti presenti alla conferenza a Roma hanno gradito molto l’abbinamento un po’ insolito, ma non per questo meno riuscito rispetto a quelli più classici. Concludendo largo alla fantasia e alla voglia di provare e tentare nuovi abbinamenti.
La voce del territorio
Le valli di Conegliano e Valdobbiadene non danno i natali solo alle bollicine più famose del mondo. Gli stessi grappoli dorati raccolti nei circa 6000 della DOCG che nella loro prima lavorazione si trasformano in Prosecco non esauriscono la loro vita con l’estrazione del mosto fiore dagli acini con la pressatura soffice ma riescono a dare il meglio anche nella loro componente meno conosciuta, le vinacce, elemento tutt’altro che di scarto, dal momento che da questo origina uno dei distillati più raffinati del Nordest: la Grappa di Prosecco, giovane o affinata in barrique.
Un’acquavite dal bouquet ricco e armonioso, fruttato e floreale come lo stesso Prosecco, con un gusto fresco e pulito e avvolgente allo stesso tempo che conquista cuori e palati dei consumatori più raffinati, delle donne e dei giovani. Un appeal che si ripropone dunque, nei calici a tulipano ma anche nei bicchieri per distillati “da meditazione” i quali abbracciano – senza disperderli – gli aromi, i sentori, il retrogusto e la finissima consistenza al palato della Grappa di Prosecco. Una piacevole carezza alle papille gustative, un sorso che non anestetizza la bocca nonostante i 40 gradi di volume, ma la avvolge vellutatamente. Da degustare liscia e a temperatura ambiente per non alterarne le caratteristiche organolettiche originali, la Grappa di Prosecco giovane ha un aspetto visivo cristallino e limpido, mentre le grappe affinate e invecchiate in barrique si presentano all’esame visivo con un colore più ambrato e carico, persistenti all’olfatto con un profumo che col tempo tende a evolvere nello speziato. Ottima da sola, la grappa barricata si presta bene anche a un consumo “meditativo” in abbinamento con cioccolato fondente o accompagnata da un sigaro di qualità.
News dalle aziende
SUCCESSI “MONDIALI” PER BERTAGNOLLI: Nuova medaglia per la Grappa di Amarone Invecchiata E SPONSOR DEL MOTOGP DEL PORTOGALLO
Periodo d’oro, anzi d’argento, per Bertagnolli. D’argento come la medaglia che la nota distilleria si è aggiudicata lo scorso maggio alla diciottesima edizione dei Concours Mondial De Bruxelles, nella sezione Spirit, con la Grappa di Amarone Invecchiata. A valutare i campioni, una giuria internazionale composta da oltre 260 degustatori tra sommelier, giornalisti e importatori. Delle 100 medaglie conferite, soltanto sette riguardano la categoria Grappa.
Pochi giorni prima, la Premiata Distilleria G. Bertagnolli è stata protagonista sui teleschermi di tutto il mondo in occasione del MotoGP del Portogallo – di cui è stata sponsor – sul circuito dell’Estoril. Lo slogan del marchio, da sempre a sostegno dello sport è stato anche sul circuito portoghese “G. Bertagnolli: grappe trentine di qualità dal 1870”.
SORSI DI LUCE PER LA RISTORAZIONE DI ALTA QUALITA’: DEBUTTA LA NUOVA LINEA DI FRANCOLI
Si chiama Sorsi di Luce ed è un’idea nata delle Distillerie Francoli dedicata solo ed esclusivamente alla ristorazione di alta qualità che vuole distinguersi dal locale classico o dal bar. Un distillato che rivoluziona il mondo del dopo pasto al ristorante. Sorsi di Luce è una nuova linea composta da quattro fragranze racchiuse in una nuova ed elegante bottiglia, dalla linea e dalle decorazioni accattivanti. Nato da due rari vitigni a bacca bianca e rossa, Sorsi di Luce è un distillato dalla purezza profonda e dal gusto intenso, espressione di una tradizione distillatoria tramandata di anno in anno e interpretata oggi in maniera del tutto innovativa. Quattro le tipologie di Grappa Luigi Francoli Sorsi di Luce: Grappa Sorsi di Luce Vespolina e Nebbiolo, espressione enologica caratteristica del nord Piemonte vitivinicolo, nasce da due bacche rosse che caratterizzano vini complessi e con forte identità; Sorsi di Erbaluce nasce invece da un vitigno a bacca bianca presente quasi esclusivamente nel Piemonte settentrionale che fornisce vinacce con apprezzabili sentori floreali; la Grappa Riserva Nebbiolo da Barolo Barrique è un distillato pregevolmente delicato grazie alla sua lunga permanenza in legno; la Grappa Riserva Moscato e Bracchetto Barrique, infine, si distingue per il suo spiccato profumo che unisce le generose note di una particolare fragranza dai tratti più maturi e avvolgenti del legno di rovere.
MAZZETTI D’ALTAVILLA: UNA PIOGGIA D’ORO (E D’ARGENTO) PRIMA DI SPICCARE IL VOLO NEI CIELI D’EUROPA E DEDICARSI ALLA “GRAPPA SOLIDALE”
Le grappe della storica distilleria Mazzetti d’Altavilla sbanca l’Internationaler Spirituoseen Wettbewerb, il concorso internazionale dei superalcolici, liquori e distillati. Oro e argento per i tre prodotti che la grapperia più antica del Piemonte ha inviato alla giuria del prestigioso concorso. La medaglia d’oro l’ha ottenuta la Grappa Invecchiata Riserva 18.46, affinata per oltre 18 mesi in barrique, mentre i due argenti sono andati alla Grappa di Nebbiolo da Barolo Invecchiata – con sentori floreali, fruttati e speziati – e all’Amaro di Altavilla, antico elisir di erbe prodotto seguendo la ricetta originale dei Monaci Benedettini all’inizio dell’Ottocento. Un en plein che sottolinea la qualità della Grappa Mazzetti d’Altavilla, dal momento che a contendersi le medaglie sono stati oltre 700 campioni provenienti da tutto il mondo. La stella di Mazzetti d’Altavilla brilla dunque nel cielo europeo, che a partire dal 28 giugno lega il suo nome a quello della compagnia aerea Air One e alla rivista “Vie del Gusto Magazine”, distribuita in 40 mila copie ai passeggeri. Intanto le grappe della storica distilleria piemontese giunta quest’anno al 165° anno dalla fondazione mietono successi anche in patria: dal Grappa & Co. Tasting di Vinitaly 2011 i nuovi liquori di Mazzetti d’Altavilla si congedano con un bottino assai ricco. Oro di Mazzetti ®, pregiato liquore a base di Grappa con microscaglie di vero oro alimentare (23 carati) ottiene il massimo punteggio nel packaging fra i 145 prodotti presentati all’evento dalle tante distillerie italiane partecipanti intascando valutazioni fra le più alte anche nel “naming” e nella “sensorialità” e gradimento molto elevato anche per Cafeina ® e Black Rizia ®, novità della Collezione 2011 di Mazzetti d’Altavilla, fortemente innovative grazie al gusto intenso rilasciato da pure radici di liquirizia e da chicchi di caffè rimasti in infusione nella Grappa Invecchiata. Tra le stelle di Mazzetti d’Altavilla, brilla anche quella della solidarietà, con l’uscita della “Grappa Solidale” a sostegno del “Progetto Sarah – Onlus”, mirato alla costruzione di scuole e di infrastrutture per l’infanzia nell’isola-stato africana del Madagascar. La “Grappa Solidale”, realizzata in bottiglia a numero limitato con astuccio litografato e personalizzato, è prodotta con vinacce di uve piemontesi e contiene una preziosa e purissima stecca di vaniglia acquistata in Madagascar, nel villaggio di Androvolo, dove il “Progetto Sarah” attualmente opera.
Editoriale

Cesare Mazzetti, Presidente ING
Cari Amici,
con il terminare dell’inverno, siamo in periodo di importanti appuntamenti per la Grappa: prima il ProWein di Duesseldorf, e poi Vinitaly a Verona. Due occasioni considerate fondamentali per tastare il polso del mercato e dei consumatori, per ritrovare clienti e vecchi amici: non solo momento di presentazione di nuovi prodotti, di belle bottiglie, ma anche di scambio di informazioni, di scoperta di tendenze. Si tratta pero’ in entrambi i casi di fiere che si tengono nella nostra cara, ‘vecchia’ Europa, ove – va da sé – le tendenze e i mercati li abbiamo sott’occhio tutti i giorni, e forse li conosciamo meglio. Ma in questo numero un imprenditore con capacità e inventiva straordinarie, fresco di avventura nella Grande Mela , ci attesta che la grappa negli USA è ancora troppo sconosciuta. Eppure un interesse esiste: il sottoscritto, a San Francisco per lavoro, notava che nell’ascensore del bellissimo hotel in cui si teneva un meeting veniva pubblicizzato il bar della lobby, con un avviso che recitava “grappa-bar bytes-cocktails”. Incuriosito ho visitato quel bar, e sono rimasto senza parole nello scoprire che aveva oltre mille etichette di sola grappa, tutte esposte modernamente in teche di vetro di grande eleganza.
E il bartender mi ha riferito che non si tratta di bottiglie per sola esposizione, la clientela regolare, prima diffidente, oggi consuma frequentemente il prodotto, e anzi dimostra una discreta conoscenza delle sue diverse caratteristiche. Anche ad Oslo, infine, ho trovato la scorsa estate un ristorante ‘Grappa’, e dalla grande esposizione di bottiglie ho capito che il nome non voleva ricordare la bella terra veneta, ma piuttosto il prodotto che con essa condivide il nome.
Il mondo non conosce il nostro grande distillato: mi auguro che ProWein e Vinitaly siano solo i punti di partenza per portarlo ovunque.
L'intervista

Oscar Farinetti, patron di Eataly
Sognava l’America e alla fine l’ha conquistata davvero. Oscar Farinetti, patron di Eataly con sede a Torino ha cavalcato il sogno americano con tanta passione, fino a raggiungerlo, aprendo nel cuore della Grande Mela il primo store completamente dedicato al Made in Italy alimentare: Eataly New York.
Centinaia di persone lavorano con lui e per lui, per portare anche sulla Quinta Strada un assaggio di Italia, da sempre ritenuta ineguagliabile dal punto di vista enogastronomico. Una sorta di “sogno italiano” degli americani.
Ecco allora che questo grande apprezzamento degli americani per la cucina e i prodotti italiani si traduce automaticamente in una maggiore – e più esigente – richiesta di qualità.
Abbiamo provato a chiedere ad Oscar Farinetti, dal suo “osservatorio privilegiato”, come viene visto all’estero il prodotto Grappa, una delle eccellenze del Made in Italy ma forse ancora poco conosciuta.
Oscar Farinetti, dal suo Eataly New York, meglio di chiunque altro riesce a tastare il polso della situazione su quanto i consumi di prodotti made in Italy crescano e si sviluppino. Una sorta di osservatorio privilegiato. Dal momento del suo “sbarco” negli Stati Uniti, ha notato una ulteriore evoluzione nei consumi verso il Made in Italy?
Il Made in Italy è in continua crescita positiva. Negli Stati Uniti c’è sempre più voglia di mangiare e vivere “all’italiana”. Noi lo notiamo ogni giorno di più attraverso risultati sempre crescenti, eccezionali. Oggi più di un tempo c’è una maggiore consapevolezza e una ricerca profonda dell’autenticità a sfavore di tantissimi prodotti che sono soltanto delle imitazioni dei veri prodotti italiani.
All’interno del contesto più ampio, che tipo di evoluzione si è registrata nei consumi di Grappa?
La grappa soffre in generale della caduta di domanda di cui soffrono i prodotti ad alta gradazione alcoolica per via delle leggi restrittive che ci sono non solo negli Stati Uniti, ma in tutti i Paesi. Ciò nonostante la vera grappa italiana può godere di uno spazio interessante di posizionamento sul mercato. Noi a Eataly New York proponiamo la grappa in tutti i ristorantini. In enoteca vendiamo solo grappa, abbiamo deciso di non vendere il cognac e il whisky. Nel complesso possiamo dirci abbastanza soddisfatti.
Certamente i consumi saranno influenzati in primis dalla corrispondenza dell’offerta con le richieste avanzate dai clienti. Cosa cerca il consumatore americano nella Grappa?
Il consumatore italo-americano cerca casa e il gusto di casa. Il consumatore americano, invece, deve essere “educato”. La grappa è tra i tre più grandi liquori mondiali, con il cognac e il whisky. Dei tre è forse il meno digeribile ma anche il più buono. Dovremmo provare a far conoscere la vera grappa italiana agli americani.
Che tipo di approccio hanno i consumatori nei confronti della grappa? Il livello piuttosto basso dei consumi oltreoceano è da imputare al fatto che molti – non conoscendola – la guardano con diffidenza o perchè viene percepita come un prodotto di prestigio del Made in Italy e come tale una sorta di “status symbol”?
Il motivo principale è che non è conosciuta. Per questo dobbiamo lavorare bene per farla conoscere.
Per Lei, cosa rappresenta la Grappa?
Per me è il finale più fantastico e naturale di una grande cena. Ovviamente va assunta in dosi minime e sempre e solo quella di livello qualitativo altissimo. In particolar modo quando la bevo a New York, la grappa mi fa sentire davvero a casa, a volte più del vino. E’ un simbolo tipico italiano.
Tirando le somme tra quelle che sono le caratteristiche della Grappa e quelle che sono le richieste avanzate dai clienti, come potremmo descrivere la grappa ideale del futuro in termini di gusto?
La grappa ideale del futuro è quella del passato. Sono socio di una grapperia molto antica che è Montanaro, casa specializzata nella grappa di Barolo. Il motto di Montanaro, che trovo bellissimo, è “Noi siamo pigri. Dal 1885 non abbiamo cambiato posto, non abbiamo cambiato gli alambicchi, non abbiamo cambiato i fornitori di vinacce di Barolo… E’ dal 1885 che non cambiamo nulla”. Invece noto che alcuni produttori di grappa, nell’intento di renderla più internazionale, la addolciscono con gusti e sapori aggiunti. Secondo me questo è il modo per distruggerla e snaturarla. Viva la grappa di una volta.
Grappa & City

di Loris Propedo, Sommelier Locanda Locatelli – Londra
Qual è la percezione della grappa nel Regno Unito ed in una città come Londra, storicamente multi-etnica? Qual è l’andamento in termini di consumo della grappa e le tendenze di scelta rispetto ad altri distillati o a distillati di vinaccia provenienti da altri paesi?
Gli inglesi hanno storicamente avuto un canale preferenziale con i francesi non solo per il vino ma anche per i distillati, anche se l`Italia da 2 anni è cresciuta nelle esportazioni verso il Regno Unito di acqueviti, anche se tuttavia il leader rimane il cognac francese.
Anche il consumatore attento e curioso però a volte non è informato su cosa sia la grappa. Quindi ci si chiede ‘come’ e specialmente ‘dove’ diffondere la conoscenza di questo distillato, quali dovrebbero essere le sfide ed il ruolo di ING quale portavoce della grappa nel mondo?
Innanzitutto sarebbe auspicabile una maggiore partecipazione alle occasioni internazionali, come ad esempio la London International Wine Fair che potrebbe dare un certo rilievo al prodotto ed una discreta visibilità ad ING.
Anche il continuo sforzo in termini di qualità da parte dei maestri distillatori Italiani è fondamentale, ma bisogna evitare il rischio di perdere alcune caratteristiche organolettiche nel cercare di copiare alcuni famosi Brandy al solo fine di prendere quote di mercato.
Si sottolinea poi l`importanza della conoscenza merceologica da parte del Sommelier o del Barman, loro infatti sono coloro che approcciano il consumatore finale e senza dubbio la conoscenza merceologica del prodotto li renderebbe persone più abili e fiduciose nel proporre la grappa anche a clienti che hanno magari un atteggiamento pregiudiziale nei confronti di questo distillato.
Anche l’etichettatura può avere un ruolo importante: informazioni minime come annata di distillazione, uve utilizzate per produrre le vinacce, provenienza delle uve, tipo di alambicco, tempo di invecchiamento e tipo di legno usato, informazioni dettagliate sulla distilleria produttrice potrebbero essere elementi decisivi che spingono all’assaggio e al successivo consumo del prodotto.
In poche parole: “Knowledge is everything!”
Appuntamenti
GRAPPA INVECCHIATA VAL DI ROSE – AZ. AGR. TENUTA VILLANOVA
Quest’anno la plurisecolare Az. Agr. Tenuta Villanova, con annessa distilleria – caso molto raro nel panorama nazionale – per festeggiare e simbolicamente brindare all’unità d’Italia, presenterà il suo ultimo nettare, una grappa invecchiata, affinata nelle proprie cantine, dedicate all’invecchiamento. Le coincidenze nella storia forse non nascono per caso infatti, le prime testimonianze della produzione di acquavite dell’Azienda, risalgono al 1797 proprio il medesimo anno di nascita del nostro ben amato tricolore. Per meglio comprendere la passione che contraddistingue i nostri prodotti (vino, spumante grappe e distillati) vi invitiamo a visitare il nostro centro Aziendale e magari vivere in diretta la distillazione durante la manifestazione distillerie-aperte nel mese di ottobre. (siamo presenti al Vinitaly a Verona dal 7-11/04 padiglione 6 stand 6E)
IL MATRIMONIO FRA I DISTILLATI MAZZETTI D’ALTAVILLA E LA SCUOLA DEL CIOCCOLATO PERUGINA
Al Vinitaly 2011 le eccellenze sono di casa presso lo Stand Mazzetti d’Altavilla (Padiglione 7 Stand B8 ) dove quest’anno sarà ospite della più antica distilleria piemontese la Scuola del Cioccolato Perugina. La Collezione 2011 si arricchirà poi di importanti nuove entrate: Riserva Gaia, ottenuta da un inedito abbinamento fra Grappe invecchiate, e i liquori “Black Rizia ®”, originata dall’incontro fra la Grappa invecchiata e le radici di Liquirizia, “Cafeina ®”, liquore che abbina la Grappa al Caffè e “Typa ®” la Vodka innovativa nata da un blend di Distillati di Cereali e di Uve Moscato. Poi lo spirito aromatico di “Essentia Vitae ®”, e tre prodotti per numeri: 8, 4 e 6 legati alle rispettive fragranze di gelsomino, rosa canina e viola che caratterizzano all’olfatto e al gusto questi spiriti. Ma come dimenticare gli assaggi dell’impareggiabile Frutta Sotto Spirito “Flambar”, le accensioni dei colorati e fascinosi “Zuccherini Spiritosi ®” Zen in versione “flambé” e “Oro di Mazzetti ®”, pregiato liquore a base di grappa con microscaglie di oro alimentare 23 carati?
I DODICI ANNI DELLA GRAPPA LUIGI FRANCOLI
Anche quest’anno le Distillerie Francoli saranno presenti al Vinitaly con le loro novità sempre legate al tema dell’ambiente e della salute. Quest’anno l’occasione sarà quella di festeggiare il 12° anniversario della Grappa Luigi Francoli, nata nel 1999. La Grappa Luigi Francoli Dodicesimo Anniversario si caratterizza per le sue intense note gusto-olfattive nate dalla lunga permanenza in pregiate essenze legnose. Proveniente da vitigni unicamente piemontesi la Grappa Luigi Francoli Dodicesimo Anniversario la si riconosce per i suoi sentori di tabacco e foglie di tè che precedono le note di uva passa e frutta candita. Durante la manifestazione, poi, un’anteprima, con la nuova Grappa Luigi Francoli Sorsi di Luce, la cui bottiglia sarà una piacevole sorpresa. Non mancherà la degustazione dell’olio di Vinacciolo in pinzimonio con verdure crude e, visto il successo degli scorsi anni, verrà riproposto l’abbinamento della Grappa con i formaggi del novarese. E chi vorrà rilassarsi potrà farlo nell’Angolo Benessere con un tonificante massaggio alla Grappa.
A VINITALY CAFFO PUNTA DOPPIO SULLA GRAPPA
Distilleria Caffo, la storica azienda calabrese presenta a Vinitaly le nuove referenze Vecchia Grappa Caffo e le grappe bivitigno Bis, che introducono nella grappa il concetto di “blend” tra due vitigni, molto noto al mondo del vino. La linea di grappe bivitigno è stata creata dai Mastri Distillatori di Caffo associando i distillati di due pregiati vitigni che si completano a vicenda, in modo da ottenere un blend armonico. Due le proposte: Pinot & Chardonnay e Cabernet & Sauvignon. Caffo ha poi deciso di dare vita a una grappa evocativa della sua storia, iniziata alla fine dell’800. Si tratta di Vecchia Grappa Caffo, un prodotto che è il risultato di un secolo di esperienza nel campo della distillazione. Il suo metodo di lavorazione prevede una lenta distillazione a vapore di pregiate vinacce italiane e il successivo invecchiamento in fusti di rovere.
Manifestazioni ed Eventi
E’ andato in scena dal 28 al 30 gennaio alla Rocca Paolina di Perugia, il quarto atto di Acquavite Italia, Mostra Mercato Nazionale ed Internazionale del Distillato organizzata da ANAG per far conoscere al pubblico le caratteristiche del distillato di bandiera.
Oltre 300 distillati diversi da scoprire e degustare, riuniti per un appuntamento in cui il ruolo di primadonna è stato naturalmente riservato alla Grappa, accompagnata a una selezione di brandy e distillati di ogni tipo e categoria, prodotti in tutta Italia e all’estero.
Una vetrina collettiva, nella quale ha trovato spazio l’eccellenza della distilleria con la sezione Spiriti d’Autore, nella Sala del Caminetto, dedicata ai migliori produttori e ai loro preziosi distillati. Per la quarta volta, non si è fatto attendere il calore del pubblico di Acquavite Italia 2011, che ha risposto copioso all’appello dell’ANAG dell’Umbria e si è avvicinato a questo prodotto “di nicchia” che rappresenta un vanto del made in Italy enogastronomico.
A margine delle classiche degustazioni libere ai vari stand, grande successo hanno riscosso le degustazioni guidate di grappa e altri distillati italiani e internazionali, i workshop tematici e le sessioni di assaggio “In compagnia di un simpatico Toscano” – ovvero in abbinamento a una selezione dei migliori sigari toscani – condotti da un pool di esperti Tecnici Assaggiatori ANAG ai quali è toccato anche il compito di studiare un menù apposito per le ormai celebri Cene di Fuoco, una serie di cene degustazione pensate per esaltare le caratteristiche dei vari distillati prodotti. Quattro portate, dall’antipasto al dolce, abbinate ad un distillato e ad un vino.
Grande risposta di pubblico anche per la Scuola del cioccolato Perugina, con il Maestro Alberto Farinelli che ha tenuto una lezione su come si preparano le praline al cioccolato da abbinare ai vari distillati in un “matrimonio perfetto” di sapori e per le esibizioni Flair dei Bar Tender Stars, giovani barman che hanno allietato i presenti con interessanti evoluzioni “sensoriali” del distillato italiano per eccellenza.
Giovani protagonisti anche del Concorso Acquavite Italia 2011, riservato a barman under 21 che dimostrino particolare abilità e impegno nella preparazione di cocktail che proprio a Rocca Paolina ha visto disputare la finale. Ad aggiudicarsi il premio e il lasciapassare per la finale nazionale del Campionato Barman Professionisti in programma a Perugia in autunno è stato Simone Chianucci, 19 anni di Chianciano Terme che ha presentato un cocktail a base di Grappa con Drambuie, panna e zafferano in abbinamento a gelato alla vaniglia e jelè di mango croccante a miele.

