GrappaTime 11 - settembre 2011

Editoriale di Cesare Mazzetti

Continuare a garantire un prodotto di qualità, garantito dal rispetto delle regole produttive, e di un disciplinare rigido quanto basti per selezionare “all'ingresso” i produttori seri da quelli senza scrupoli

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E' essenziale fare sistema e cercare di portare avanti con unità di intenti politiche di tutela del prodotto e allo stesso tempo sposare attività promozionali per far conoscere al mondo intero un prodotto ancora troppo di nicchia

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Concorsi, giornate divulgative come Grapperie Aperte in programma per il prossimo 2 ottobre, workshop e convegni come quelli che si sono tenuti prima dell’estate e qualche passaggio televisivo informativo

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In questo numero di Grappa Time, grande spazio viene dato proprio a chi ogni giorno contribuisce a diffondere nel mondo la cultura della grappa e a farla conoscere laddove non lo è ancora

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Tanti piccoli tasselli di un complesso puzzle, tante piccole gocce d'acqua...anzi d'acquavite

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Percezioni del consumatore

I distillati d’uva

aprile 4th 2011 | Posted by

di Camilla Guiggi

Quando si parla di distillati a volte, si fa un po’ di confusione. Spesso le persone non del settore tendono a pensare che l’acquavite d’uva”  sia solo un altro modo per chiamare la Grappa. La differenza principale è la materia prima di partenza. Per la Grappa si parte dalla vinaccia, un prodotto che rimane dalla produzione del vino, mentre per l’Acquavite d’uva si parte direttamente dall’uva.

Vediamo ora di fare un po’ di chiarezza. Un’ acquavite è la bevanda spiritosa ottenuta dalla distillazione di fermentati di sostanze zuccherine o saccarificate, in modo che la bevanda mantenga i principi aromatici delle sostanze fermentate . La Grappa è un distillato ottenuto da vinacce ricavate esclusivamente da uve coltivate e vinificate in Italia distillate in impianti ubicati nel territorio nazionale. Si può definire Acquavite d’uva il prodotto ottenuto dalla distillazione del mosto fermentato di uve fresche in presenza delle parti solide dei grappoli. Abbiamo poi il Brandy, un acquavite di vino che troviamo diffuso un po’ in tutto il mondo e il Brandy italiano ottenuto dalla distillazione di vino proveniente da uve coltivate e vinificate nel territorio nazionale.

La Grappa è un materia prima secondaria della vinificazione mentre l’Acquavite d’uva è l’unico prodotto che si vuole ottenere dall’uva ecco perché la qualità parte direttamente dal vigneto, come per il vino. La vendemmia avviene quando le uve hanno raggiunto una maturazione tale da valorizzare al massimo gli aromi varietali e quindi si tende a lasciar leggermente sovramaturare l’uva. Questa poi viene pigiata e fatta fermentare. Successivamente l’intera massa del liquido (parte solida e parte liquida) viene fatta fermentare e subito distillata senza alcuna separazione preliminare di queste sue parti.

Dall’uva all’acquavite d’uva e all’acquavite di vino o brandy.

  • UVA > parte liquida del pigiato (Mosto) > fermentazione > vino > distillazione > Brandy
  • UVA > parte solida e parte liquida (tutto i pigiato) > fermentazione > distillazione > Acquavite d’uva
  • UVA > parte solida del pigiato (vinaccia) > fermentazione > distillazione > Grappa

Oltre alla scelta della varietà dell’uva importante è la tecnica di distillazione che si decide di usare. In genere si tende a preferire gli alambicchi discontinui, a vapore o a bagnomaria, ritenuti i più adatti a preservare i delicati aromi varietali, perché il prodotto non sta in contatto con il fuoco e la distillazione risulta più lenta.

L’obiettivo organolettico di un’Acquavite d’uva di pregio deve consistere nella caratterizzazione aromatica derivante dal vitigno, o dai vitigni, d’origine. Gli aromi varietali sono quelli che dobbiamo ricercare nel prodotto finale, quelli cioè che si ritrovano nella buccia e, a volte, nella polpa di un acino maturo. Sono gli aromi primari che ci permettono di distinguere degustativamente una varietà dall’altra.

Ricordiamo che l’uva può essere classificata in aromatica, semi-aromatica o neutra.

Tra le varietà più apprezzate per la produzione di Acquavite d’ uva troviamo le uve aromatiche, come Moscati e Malvasie, e le semi-aromatiche, come ad esempio il Prosecco che da un prodotto con spiccate note fruttate e in genere molto fini. Prodotti molto interessanti vengono ottenuti da uve di Chardonnay o di Riesling.

L’Acquavite d’uva, come la Grappa, può essere invecchiata e a secondo del prodotto che si vuole ottenere si può optare per piccole barrique, magari in essenze pregiate, a volte già usate per l’affinamento di vini liquorosi come lo Sherry o il Porto. Il distillato così ottenuto acquisterà colori, profumi e sapori più intensi ed eleganti.

Gli abbinamenti consigliati per questa tipologia di prodotto possono essere sia dolci sia salati, nella scelta dell’Acquavite bisogna tener conto se ci troviamo difronte a un distillato ottenuto da vitigni a bacca bianca o rossa e se ha fatto o no un passaggio in legno.

Classici sono gli abbinamenti con dolci a pasta lievitata, come Pandori e Panettoni, cui accosteremo un’Acquavite di Moscato, o dolci a base di frutta come lo Strudel, cui abbineremo un’Acquavite di Moscato rosa. Anche gli abbinamenti con i formaggi oggi non sorprendono più, ma perché non abbinare una tartare di tonno a un’Acquavite di Prosecco o un Culatello a un’Acquavite di Chardonnay, o dei crostini con Salmone Norvegese leggermente affumicato a un’Acquavite di Traminer aromatico.

Largo allora alla fantasia e proviamo a scoprire questo prodotto elegante e raffinato e forse un po’più gentile del variegato mondo dei distillati.

A la santè!

News dalle aziende

Le novità dai soci ING

aprile 4th 2011 | Posted by

GIANDUIA E FIORDILATTE: PROPOSTE BOTTEGA PER UNA PASQUA ALL’INSEGNA DEL CIOCCOLATO

Due liquori cremosi e suadenti. Ecco la proposta della Distilleria Bottega per la prossima Pasqua. Uno al cioccolato Gianduia e uno al cioccolato bianco, come riproposizione in versione liquida della tradizione delle uova di cioccolato, per stuzzicare la fantasia degli estimatori del “cibo degli dei”. Sia Gianduia – con il suo profumo di nocciola e l’aroma dolce e voluttuoso di cioccolato, crema e note fruttate tipiche della grappa – che Fiordilatte – piacevolmente dolce al profumo di cioccolato bianco e latte – sono prodotti con l’aggiunta di purissima grappa veneta e sono disponibili in originali bottiglie satinate da 50 cl. Prezzo al pubblico, 15€ ciascuna.

OPEN CUP IN REPUBBLICA CECA PER BERTAGNOLLI

Bertagnolli vola a Praga, per le fasi finali della gara Bertagnolli Barista Open Cup Repubblica Ceca e Slovacca che si sono tenute sabato 12 marzo all’Hotel Clarion, quattro stelle nel centro della capitale Ceca. Ottanta le squadre che si sono sfidate nelle fasi eliminatorie di Bratislava, Olomouc, Terst Ceske Budejovice e Kosice, e che sono diventate soltanto tre in vista della fase finale che ha incoronato su tutti Stanislav Cibula del Team A&S Coffee seguito dal Bar Dublino di Praga. L’Open Cup, organizzata grazie alla collaborazione con la Scuola del Caffè di Praga e il suo presidente Roberto Trevisan, ha riscosso un enorme successo sia per la formula sia per la capacità divulgativa che l’evento ha avuto per il mercato locale della grappa che in tale occasione è stata proposta in abbinamento al caffè. La premiazione del vincitore è avvenuta durante il raduno annuale dell’associazione Barman della Repubblica Ceca e Slovacca CBA alla presenza del campione del mondo in carica di flair, Juan Pablo Santiago dall’Uruguay.

POLI MUSEO DELLA GRAPPA, ON LINE IL NUOVO PORTALE

Realizzato dal Poli Museo della Grappa, il nuovissimo portale interamente dedicato al mondo della Distillazione e dei suoi prodotti. L’indirizzo è www.grappa.com e si candida a diventare per i molti amanti della Grappa, uno strumento importante di conoscenza. Pochi sono infatti, quelli che la conoscono a fondo, nonostante sia parte integrante della cultura eno-alimentare della nostra penisola e per questo meritevole di essere studiata.

E’ stata proprio la consapevolezza di quanto sia importante la creazione di spazi, reali o virtuali per  avvicinarsi al mondo della Grappa a spingere vent’anni fa la famiglia Poli di Bassano del Grappa a fondare il primo Museo in Italia dedicato alla Grappa, situato a due passi dal suggestivo Ponte Vecchio di Bassano del Grappa e a creare oggi una piazza virtuale dove sia possibile trovare nozioni di carattere storico, tecnico e sensoriale sul mondo della Grappa.

MAZZETTI D’ALTAVILLA, UNA GRAPPA “MONDIALE”

Volano alto i Distillati Mazzetti d’Altavilla. A Garmisch, nei giorni in cui le piste bavaresi hanno ospitato la tappa del campionato mondiale di Sci Alpino, gli sciatori azzurri si sono riscaldati presso lo Chalet Italia di Garmisch-Partenkirchen insieme a tecnici e stampa sportiva in compagnia delle grappe più rappresentative della distilleria piemontese “dei tre secoli”. Cene esclusive, briefing, commenti e festeggiamenti  da suggellare con gli aromi intensi di grappe giovani e invecchiate di Moscato, Nebbiolo da Barolo e da Barbaresco ma anche l’acquavite d’uva “Ardita” o “Intesa”, grappa invecchiata da vitigni Brachetto e Dolcetto, tutti dell’ultracentenaria Casa Mazzetti d’Altavilla che vanta una tradizione di ben 165 anni.

Editoriale

Grappa, un distillato a Indicazione Geografica che merita attenzione

novembre 9th 2010 | Posted by

Cesare Mazzetti, Presidente ING

Per la prima volta a memoria d’uomo, il Ministero delle Politiche Agricole ha contribuito in modo significativo ad un progetto per la tutela della Indicazione Geografica ‘Grappa’ in campo nazionale e internazionale. Il progetto, presentato da una “cordata” Assodistil-Istituto Nazionale Grappa – nell’ottica di un sodalizio ormai pluriennale che sta dando frutti concreti – prevede una serie di studi preparatori per difendere la nostra denominazione non in Europa, ove risulta già tutelata dal Regolamento CE n. 110/06, bensì in una pletora di nazioni extraeuropee, nelle quali si distilla la vinaccia e i cui produttori pare non sia venuto in mente altro nome per commercializzare il loro prodotto che non sia…grappa!

Questo utilizzo improprio sottolinea certamente la popolarità che il nome Grappa ha assunto fuori dai confini nazionali, e indica le potenzialità esistenti per il suo sviluppo commerciale in questi mercati. Qui esiste un secondo problema di non facile soluzione, ovvero come identificare il nostro distillato, creandogli una immagine coerente all’ Italian lifestyle  e promuovendone il consumo, tra consumatori che possiedono certamente un ‘vissuto’ diverso da quelli italiani nei confronti degli spiriti.

Proprio la commercializzazione del nostro prodotto in mercati al di fuori dei confini nazionali è stato al centro di un  convegno tenutosi a Roma lo scorso settembre, ove hanno testimoniato esperti di marketing, di finanza e professionisti della ristorazione e del mondo della sommellerie: si è fatto il punto sulle difficoltà dell’offerta, al cui frazionamento fa  fronte una straordinaria gamma qualitativa, e dell’immagine di un prodotto che nel tempo ha subito una vera e propria rivoluzione qualitativa; sono state esaminate proposte di azione, che interessano mercati come quelli anglosassoni, che non hanno mancato di richiamare l’interesse dei produttori.

Ci si è lasciati, infine, con una sensazione di moderata speranza, sentimento assai raro se si guarda alla situazione di un mercato nazionale sofferente, non solo per la grappa ma per tutti i superalcoolici. Torneremo a parlare dei temi  affrontati durante il convegno, a mano a mano che essi verranno sviluppati in azioni concrete: per questo l’Istituto Nazionale Grappa, e gli amici di Assodistil,hanno dato garanzia di metterci tutto il proprio impegno. E il contributo del  Ministero ci conferma che il supporto e l’attenzione per la Grappa, stavolta, viene anche dalle Istituzioni.

Editoriale

Saluto a Giuseppe Versini

novembre 9th 2010 | Posted by

In una triste giornata d’autunno, mentre in tutta Italia gli alambicchi fumavano, ci ha lasciati Giuseppe Versini. Lo ha fatto in silenzio, con la riservatezza e compostezza che lo hanno sempre contraddistinto. Il professor Versini, che del professore aveva l’autorevolezza ma l’aspetto – e il cuore – di un vecchio amico, era davvero un grande sostenitore della grappa: alcuni amici lo ricordano a studiare il nostro prodotto, ininterrottamente e con indiscussa e indiscutibile passione, da oltre trent’anni. E le sue ricerche hanno portato contributi inestimabili per la qualità del distillato: ammiratore dell’opera dei grappaioli, nei corsi da lui tenuti ha formato giovani distillatori di nuova generazione, abili sì nei lavori manuali, ma profondi conoscitori dei meccanismi biologici e fisico-chimici che governano la qualità del nostro prodotto. Spirito puro, ha da sempre sostenuto la purezza della grappa, condannando chi la voleva aromatizzare. Voglio ‘rubare’ a Luigi Odello – e gli chiedo di perdonarmi – quanto ha detto in occasione della sua scomparsa: non vi  sarà mai più un altro Giuseppe Versini. Ciao Giuseppe, buon viaggio, ci mancherai. E gli alambicchi, quest’anno, fumano per te.

Attualità

Grappa! Spirito Nazionale verso il mercato mondiale

novembre 9th 2010 | Posted by

Conoscere la grappa per apprezzarla ogni giorno di più nella sua unicità di distillato Made in Italy.

Questo in sostanza l’obiettivo del convegno “Grappa! Spirito Nazionale verso il mercato mondiale” organizzato il 24 settembre presso l’Associazione Stampa Estera di Roma da Istituto Nazionale Grappa e Assodistil con il contributo del Mipaaf e il patrocinio della Regione Emilia Romagna.

Guidati dal giornalista e vicedirettore di RaiTre Franco Poggianti in qualità di moderatore, si è parlato di strategie comunicative, di penetrazione commerciale sui mercati esteri e di campagne di educazione al consumo di alcool e al bere responsabile, insieme all’Amministratore Delegato di Advance Brand Appeal Angelo Faravelli, al Direttore Accademico della European School of Economics e docente di economia d’impresa dell’Università di Firenze Stefano Cordero di Montezemolo, al sommelier della Locanda Locatelli di Londra Loris Propedo e all’assaggiatrice AIS e ANAG Camilla Guiggi che ha condotto una degustazione guidata di grappa accompagnata a miele.

Il convegno, che fa parte di una serie di iniziative promosse da ING e Assodistil nell’ambito di un progetto supportato dal Ministero delle Politiche Agricole per la tutela della Indicazione Geografica ‘Grappa’ e la sensibilizzazione al bere consapevole, è stata anche l’occasione per presentare i dati economici della grappa, introdotti dal Presidente dell‘Istituto Nazionale Grappa Cesare Mazzetti: “La grappa è uno dei distillati che sul mercato italiano ha registrato negli ultimi 15-20 anni una grande ripresa nelle vendite e una positiva affermazione dell’immagine, dopo un lungo periodo di stabilità. Il fatto che la tendenza positiva si sia invertita negli ultimi due anni, è senz’altro imputabile ad una serie di fattori, tra i quali la scarsa penetrazione all’estero e gli effetti della normativa sulla guida. La grappa, come gli altri alcolici, ne paga le conseguenze con una contrazione delle vendite e ritengo pertanto necessaria una promozione del prodotto sui mercati internazionali, e una “educazione al consumo” sul mercato interno”.

Il “ridimensionamento” del consumo di alcolici e superalcolici è costato – e ancora oggi pur se in maniera molto meno marcata continua a costare – in termini economici ai produttori di grappa. I dati relativi al 2009 per il comparto, parlano di 136 distillerie, oltre 500 imbottigliatori per 3000 marchi, 38 milioni di bottiglie per 27 milioni di litri e un valore di mercato totale di 350 milioni di euro. Complice anche la crisi economica globale che ha indotto molte famiglie a rivedere il proprio “paniere“, nel 2008 il mercato della grappa si era attestato su 29,5 milioni di litri.. Anche la partenza del 2010 è stata piuttosto lenta, ma la stagione particolarmente fredda, se vogliamo trovare un nesso tra causa ed effetto, ha dato una mano alla ripresa dei consumi. La partenza fiacca del 2010 è da imputare principalmente alla sfiducia degli operatori che si sono trovati a fare i conti con politiche repressive del consumo di alcool: la grappa è un alcolico da fine pasto e l’incubo etilometro ha mandato di traverso in diversi casi il famoso bicchierino per aiutare la digestione.

“Il 2009 è stato caratterizzato da un leggero decremento della produzione di grappa -  ha aggiunto Antonio Emaldi, Presidente di AssoDistil rispetto all’anno precedente, complice di certo la riduzione dei consumi dovuta alla crisi economica globale ed agli effetti di politiche non sempre equilibrate di demonizzazione delle bevande alcoliche. Il consumatore “tipo” della grappa, – continua Emaldi- non è quello che cerca nell’alcolico lo sballo a tutti i costi. E’ un consumatore adulto, attento ed esigente, che ama soffermarsi sul prodotto e progredire nella formazione di un suo personale gusto tra le numerose tipologie di prodotti presenti sul mercato. Per questa ragione siamo da sempre sostenitori e fautori della diffusione della cultura del “bere bene” soprattutto fra i giovani, i consumatori di grappa di domani. “E vorremmo- ha concluso Emaldi –  che questa fosse la percezione del nostro distillato di bandiera nel mondo ed il convegno di oggi davanti ad una autorevole platea di giornalisti della stampa estera è senza dubbio un primo passo verso la giusta direzione”.

Attualità

Il futuro della grappa tra competitività e valore

novembre 9th 2010 | Posted by

di Stefano Cordero di Montezemolo, Economista d’impresa. Direttore della European School of Economics, docente dell’ Università di Firenze e visiting professor presso università italiane e business school internazionali

Osserverò il fenomeno grappa con l’occhio distaccato di un economista che mette le sue cognizioni al servizio di una realtà con una concezione molto forte del prodotto ma senza una conoscenza delle logiche di direzione aziendale.

Anzitutto è una questione di identità. Volutamente quando parlo di comparto dell’agroalimentare parlo di agroindustria, perché per imporci dobbiamo considerarci una industria, non una semplice aggregazione di artigiani. La cultura production oriented ritiene che caratteristiche del prodotto e del processo produttivo siano determinanti ed è un dato su cui ci dobbiamo confrontare. La capacità di differenziazione sulla qualità intesa come contenuto strettamente produttivo tende progressivamente a diminuire. Oggi a fare la differenza è la distribuzione: nella GDO per esempio, non è la quantità di prodotto che conta ma il servizio. L’associazione forte tra produttore e prodotto è un fattore di successo straordinario e questa identificazione è fondamentale soprattutto quando ci si confronta con realtà produttive di piccole e medie dimensioni.

Bisogna inoltre capire cosa si intende per qualità; esiste una qualità produttiva, una qualità tecnica e una qualità percepita, ovvero quello che arriva al cliente e che incontra le sue aspettative, valori e desideri, ed è proprio questo che crea quel link per creare una relazione stabile di fedeltà tra cliente e marca. Il mondo del vino è penalizzato da una bassa fedeltà al prodotto, anche in virtù del fatto che si presta a variare per assaggiarne diverse tipologie o dietro l‘influenza di offerte promozionali. Nel mondo della grappa però ci può essere una relazione di fedeltà maggiore rispetto al vino. L’obiettivo che abbiamo è quello di creare valore, sia in una dimensione relazionale e comunicativa, sia valore economico.

Per creare valore la decisione fondamentale è il posizionamento: cosa siamo, cosa vogliamo essere, come vogliamo essere percepiti sul mercato e come ci differenziamo. Se abbiamo le idee chiare, tutti gli altri elementi faranno sì che il prodotto diventi elemento di identificazione in grado di trascinare tutto il resto. Ma in questo mercato è proprio ciò che manca. Per sfruttare a pieno il potenziale della grappa dobbiamo dargli una identità precisa. Per molto tempo la grappa è stata considerata meno prestigiosa rispetto ad altri prodotti e solo quando le si è data una connotazione più di èlite le cose sono cambiate.

Le scelte sul posizionamento influiscono anche sulla competitività, andandosi a creare un dilemma tra interesse collettivo e interesse individuale. Il nostro problema fondamentale è che non abbiamo grandi aziende: tutti i settori di successo devono avere delle aziende leader. Se non c’è un’azienda che crea una immagine forte del prodotto e traina anche gli altri si rischia di non produrre effetti positivi, poiché in questo settore l’eccessiva frammentazione limita la possibilità di aziende anche forti di conquistare fette di mercato.

Concludo con una provocazione: sono molto favorevole ad iniziative in cui si favorisca la denominazione /identificazione e qualificazione delle produzioni come stimolo per le aziende a fare il meglio per stare sul mercato, ma al tempo stesso ci deve essere anche molta selezione, perché pensare di garantire la sopravvivenza di tutti – anche di aziende marginali – vuol dire perdere di competitività.

Attualità

La grappa: una cosa troppo seria da lasciare ai creativi

novembre 9th 2010 | Posted by

di Angelo Faravelli, Amministratore Delegato di Advance Brand Appeal

La grappa è un nome, ha bisogno di diventare Marca? Nella costruzione di una Marca, la qualità per un prodotto premium è scontata, si da per certo che sia sinonimo di eccellenza e questo può creare fidelizzazione nel cliente, mentre è un dato accertato che la variabile prezzo non crea mai relazioni durevoli, quindi allo stato dei fatti la grappa necessita di diventare una Marca. In Italia lo è già, all’estero ancora no.

Quale percorso complesso va fatto per costruire una marca vincente e produrre business?  La marca è la personificazione delle organizzazioni, dei prodotti, dei servizi e delle esperienze e in questo processo è indispensabile il supporto del top management e una profonda conoscenza del consumatore e del target che vogliamo raggiungere, soprattutto se si vuole crescere all‘estero. La Marca deve essere nota – e per questo servono investimenti in comunicazione – e riuscire a creare un senso di appartenenza, deve essere in grado di suscitare emozioni ed esperienze sensoriali, avere una differenziazione rilevante rispetto agli altri – e in questo caso il prodotto è fortemente differenziato – e quindi la Marca deve seguire il prodotto, deve rappresentare qualcosa, creare un collegamento mentale immediato.

La Grappa è solo ed esclusivamente italiana, per tradizione, per cultura e per legge, dal momento che le è stato riconosciuto lo status di Indicazione Geografica. La Grappa ha bisogno di diventare Marca, ma non necessariamente un marchio che a livello promozionale si rivela poco interessante. Il processo è complesso ma gestibile e in questo, i dirigenti dovranno dimostrare coesione, motivazione, determinazione e consistenza perché è una strada da percorrere insieme per cui lo sforzo deve essere sostenuto insieme. La scelta principale che ognuno di noi è chiamato a fare per dar vita a una Marca è se puntare sull’omogeneità del prodotto o sulla creazione di un prodotto diversificato da tutti gli altri.

Mercato

Viaggio nel mondo…della grappa

novembre 9th 2010 | Posted by

Per qualcuno si chiama Marc o Eau de Vie, per altri Grapa, Aguardente, Raki o brännvin. Per tutti è semplicemente GRAPPA ovvero acquavite di vinacce, a forte gradazione alcolica.

Nel dizionario italiano, questa è la definizione del lemma anche se nell’immaginario comune, Grappa non è solo un sostantivo, ma un vero e proprio “marchio registrato” che identifica univocamente un prodotto esclusivamente italiano e che come tale è spesso sottoposto a imitazioni o contraffazioni.

La produzione del prodotto grappa nel 2009 si è assestata su 11.000.000 di litri anidri con una leggera flessione rispetto al 2008 (-8,3%) ma con un segno più davanti alla media di crescita degli ultimi dieci anni, ovvero +34,1% rispetto al 1999.

I dati diffusi con la Relazione Annuale di Assodistil evidenziano che nel solo 2009 sono stati esportati 1.913.300 litri anidri di grappa – il 17% della produzione totale di grappa – di cui 1.325.200 nel solo mercato tedesco, ovvero 2/3 del totale delle esportazioni. Di quanto esportato in Germania, il 64% è “imbottigliato”, mentre il restante 36% viene importato “sfuso” ovvero con la possibilità di mischiarlo ad acqueviti locali  e dar vita a un prodotto che grappa italiana al 100% non è più. Stesso rischio anche in Svizzera, dove l’elevata presenza di distillati locali non solo fa abbassare la quota di importazioni dall’Italia, ma crea gli stessi problemi del mercato tedesco. I 229.000 litri anidri che l’Italia esporta in Svizzera sono equamente ripartiti tra prodotto in bottiglia e prodotto sfuso mentre il terzo paese importatore, l’Austria con 74.600 litri anidri, è positivamente orientata all’importazione di grappa in bottiglia così come anche il Belgio e i Paesi Bassi.

La sorpresa arriva poi analizzando i mercati “secondari” in base al tipo di prodotto importato. Se guardiamo i paesi importatori di grappa, notiamo che il mercato americano – Stati Uniti e Canada – è presente solo nelle importazioni di grappa “in bottiglia”, così come la Spagna, la Francia e la Russia. I margini però per questi mercati sono piuttosto ridotti – 113.200 litri in totale – circa il 6% del totale esportazioni. Viceversa, alcuni mercati sono presenti solo tra i paesi importatori di prodotto sfuso, come Nuova Zelanda, Repubblica Ceca, Giappone, Lussemburgo e Norvegia ma anche in questo caso la loro incidenza sul totale delle esportazioni non supera lo 0,15%.

Questi dati sono stati presentati durante il convegno “Grappa! Spirito Nazionale verso il mercato mondiale” organizzato da Istituto Nazionale Grappa e Assodistil con il contributo del Mipaaf e il patrocinio della Regione Emilia Romagna presso la Stampa Estera a Roma. A renderli noti sono stati i presidenti di ING e di Assodistil durante i saluti delle istituzioni.

Percezioni del consumatore

Le grappe: affinate, invecchiate e riserva

novembre 9th 2010 | Posted by

di Camilla Guiggi

Quando si suole parlare di grappe invecchiate il pensiero va subito a grappe morbide, dal colore ambrato e lucente, più adatte alle donne che agli uomini. Questo può essere vero, ma dietro ad un bicchiere contenente un liquido dai profumi dolci e suadenti e dal color dell’ambra, c’è molto di più. Un lavoro, una ricerca e soprattutto tanta pazienza nell’aspettare che una grappa giovane si trasformi in un prodotto dalle caratteristiche differenti.

La grappa elevata in legno ha origini molto antiche, infatti, risale all’epoca in cui nella civiltà enologica la botte era il contenitore comune tanto per i vini quanto per i distillati. I processi di ossidazione, consentiti dalla porosità del legno, formano matrimoni interessanti tra le molecole aromatiche della Grappa. Questi processi fanno si che il distillato, con il passare del tempo, modifica il suo profilo sensoriale verso una maggiore morbidezza e setosità, un aroma più etereo ed elegante. Ma non è solo l’ossigeno, che passa attraverso i pori delle botti a trasformare l’aroma della grappa, anche le cessioni delle cellule del legno producono un arricchimento del distillato.

L’uso della costosa barrique risale a tempi relativamente recenti e a questi piccoli contenitori di rovere pregiato sono destinate le partite più selezionate della produzione.

La grappa che ha subito un invecchiamento può essere definita:

-         Affinata, se ha fatto un passaggio in legno di almeno 6 mesi;

-         Invecchiata, se ha fatto un passaggio in legno di almeno 12 mesi;

-         Riserva, se ha fatto un passaggio in legno di almeno 18 mesi;

L’affinamento può avvenire in barrique, che hanno una capacità tra i 225 e i 228 litri, o in botti grandi, con una capienza massima di 400 litri. Qui l’affinamento avviene più lentamente rispetto alle barrique e questo è dovuto al diverso rapporto tra superficie del distillato, a contatto con il legno, e quantità di liquido contenuto nel recipiente.

Anche il vitigno d’origine gioca la sua parte nella differenza tra una grappa e l’altra, più intrigante e seducente quelle prodotte con vitigni aromatici e più classiche quelle prodotte con vitigni semi-aromatici o neutri.

La grappa affinata andrebbe servita a una temperatura di circa 18°-20°C e la quantità appropriata, al servizio, è di circa 25-30 grammi.

Le sensazioni del dolce sono quelle che ritroviamo più spesso in questo tipo di distillato. I descrittori più frequenti sono: vaniglia, miele, frutta secca e tabacco. Questa tipologia di grappa è anche la più gradita per gli abbinamenti. Possono trovare un piacevole accompagnamento i formaggi stagionati o erborinati, la pasticceria secca, il cioccolato fondente, e perché no anche un bel sigaro morbido, ad esempio quello cubano. Un abbinamento innovativo è anche quello con dei mieli uniflorali, che attenuano la sensazione pseudo calorica dell’alcol.

Quindi largo alla fantasia, non ci resta che provare.

Manifestazioni ed Eventi

Una vetrina per l’IGP alla Douja di Asti

novembre 9th 2010 | Posted by

La sala gremita in ogni ordine di posto è il contrassegno dell’interesse e del successo che ha riscosso l’appuntamento allestito dall’Istituto Grappa Piemonte nell’ambito della Douja D’or di Asti. L’idea di proporre l’abbinamento di un vino con la grappa dello stesso vitigno d’origine ha incuriosito ed entusiasmato i partecipanti alla degustazione che si è svolta attraverso i commenti tecnici e le storie appassionate dei distillatori. Le voci che hanno raccontato “del lambiccare” al pubblico erano quelle di Alessandro Revel Chion, Alessandro Francoli e Carlo Beccaris, supportati dal sommelier Fulvio Piccinino che si è dedicato ai vini degustati. La conversazione si è soffermata anche su alcuni temi relativi alla produzione dei distillati quali l’evoluzione di questi prodotti attraverso il tempo, l’importante figura del Mastro Distillatore e l’attuale condizione di sofferenza subita da questi alcolici per colpa di una ingiusta valutazione culturale e comunicativa. La serata è stata inoltre arricchita dalla proiezione di immagini che hanno presentato tutti i marchi aderenti all’Istituto e i loro principali prodotti, scoprendo anche con occhio artistico molti dettagli delle loro sedi di distillazione. Gli assaggi di Arneis, Nebbiolo, Barbera e Moscato sono stati degnamente accompagnati dalle soluzioni gastronomiche di Cristina Pescio dell’Osteria del Diavolo di Asti, servite ai tavoli dal numeroso personale ONAV e  ANAG. La presenza di Mario Sacco, presidente della Camera di Commercio di Asti, è stata particolarmente gradita, mentre il massimo dirigente dell’Istituto Grappa Piemonte, Alessandro Revel Chion, ha chiuso infine i lavori ricordando il nuovo sito internet di questa associazione: www.istitutograppapiemonte.it.

News dalle aziende

Premi, riconoscimenti, festeggiamenti nel mondo della grappa

novembre 9th 2010 | Posted by

POKER  DI  PREMI  PER  LA  DISTILLERIA  PILZER

Grande entusiasmo alla Distilleria trentina Pilzer, che ha ricevuto di recente il premio “Alambicco del Garda” per la Grappa Invecchiata Pilzer e per la Grappa di Teroldego Pilzer. Un successo che chiude positivamente la partecipazione dell’Azienda a quattro concorsi internazionali nel corso del 2010. Al Concorso Internazionale “Selezione Acquaviti d’ Oro”, svoltosi in primavera, la Grappa di Moscato Giallo ha vinto la “Best Gold Medal”, vale a dire miglior Grappa da vitigni aromatici. Al “Concours Mondial Bruxelles”, svoltosi sempre in primavera, è stata la Grappa di Traminer a ricevere la Medaglia d’Oro, emergendo fra un grande numero di distillati di tutto il mondo. Risultati confermati – sia pur con un gradino più basso – sul podio dell’“International Challenge” di Londra, che ha premiato con la Medaglia d’ Argento la Grappa di Traminer e con le Medaglie di Bronzo la Grappa di Nosiola e la Grappa di Moscato Giallo.

GRAPPA DA FAVOLA IN TIRATURA LIMITATA: SEGNANA FESTEGGIA 150 ANNI

Era il 1860, il Trentino era una provincia dell’Impero Austro-Ungarico e Paolo Segnana aveva creato una distilleria condotta – una delle pochissime di cui si abbia testimonianza – grazie all’autorizzazione concessa da Vienna ai viticoltori trentini a distillare le vinacce per 24 ore. Centocinquant’anni dopo il nome Segnana si è affermato quale sinonimo di grappa d’eccellenza, alternativa di alto livello ai distillati di importazione ed espressione all’estero di un’italianità raffinata. La famiglia Lunelli, che ha rilevato l’azienda nel 1982, festeggia la ricorrenza presentando una nuova grappa che, custodita gelosamente per oltre un decennio, ha tutte le caratteristiche della straordinarietà. Segnana Anniversario, questo il suo nome, è espressione di vinacce di Chardonnay provenienti dal vigneto di Maso Pianizza, ed ha respirato per ben 12 anni in botti dei migliori legni europei. Nel ricordo della data di nascita, le eleganti bottiglie di Segnana Anniversario, ognuna numerata, sono 1860.

BERTAGNOLLI OPERATORE AEO

La Distilleria G. Bertagnolli è stata riconosciuta come operatore AEO, ovvero Authorized Economic Operator (Operatore Economico Autorizzato). L’affidabilità comunitaria e lo status di AEO/doganale sono riconosciuti, a seguito di apposito accertamento dell’Autorità doganale nazionale, a chi comprova il rispetto degli obblighi doganali, il rispetto dei criteri previsti per il sistema contabile, la solvibilità finanziaria; per il riconoscimento dello status di AEO/sicurezza si deve dimostrare, oltre al possesso dei predetti requisiti, anche quello relativo alla rispondenza ad adeguate norme di sicurezza. Una garanzia in più della serietà e dell’impegno che dal 1870 caratterizzano la Distilleria G. Bertagnolli e i suoi prodotti.

FRANCOLI PROMUOVE LA QUALITÀ ITALIANA NEL CUORE DELLA CINA, CON IL RISTORANTE “ALLA OSTERIA” DI PECHINO

Daniele Cravero, titolare del ristorante “Alla Osteria” di Pechino, è stato ricevuto dal Presidente Napolitano, nel corso di una serie di incontri con imprenditori italiani programmata in occasione della visita in Cina del Presidente della Repubblica. Il ristorante “Alla Osteria”, aperto tre anni or sono grazie ad una intuizione di Alessandro Francoli, presidente dell’azienda Torraccia del Piantavigna di Ghemme, rappresenta oggi un punto di riferimento per la cucina italiana nella capitale cinese e un qualificato centro di promozione dei vini delle colline novaresi e vercellesi, in particolare il Ghemme e il Gattinara DOCG.