
di Camilla Guiggi
Quando si parla di distillati a volte, si fa un po’ di confusione. Spesso le persone non del settore tendono a pensare che l’acquavite d’uva” sia solo un altro modo per chiamare la Grappa. La differenza principale è la materia prima di partenza. Per la Grappa si parte dalla vinaccia, un prodotto che rimane dalla produzione del vino, mentre per l’Acquavite d’uva si parte direttamente dall’uva.
Vediamo ora di fare un po’ di chiarezza. Un’ acquavite è la bevanda spiritosa ottenuta dalla distillazione di fermentati di sostanze zuccherine o saccarificate, in modo che la bevanda mantenga i principi aromatici delle sostanze fermentate . La Grappa è un distillato ottenuto da vinacce ricavate esclusivamente da uve coltivate e vinificate in Italia distillate in impianti ubicati nel territorio nazionale. Si può definire Acquavite d’uva il prodotto ottenuto dalla distillazione del mosto fermentato di uve fresche in presenza delle parti solide dei grappoli. Abbiamo poi il Brandy, un acquavite di vino che troviamo diffuso un po’ in tutto il mondo e il Brandy italiano ottenuto dalla distillazione di vino proveniente da uve coltivate e vinificate nel territorio nazionale.
La Grappa è un materia prima secondaria della vinificazione mentre l’Acquavite d’uva è l’unico prodotto che si vuole ottenere dall’uva ecco perché la qualità parte direttamente dal vigneto, come per il vino. La vendemmia avviene quando le uve hanno raggiunto una maturazione tale da valorizzare al massimo gli aromi varietali e quindi si tende a lasciar leggermente sovramaturare l’uva. Questa poi viene pigiata e fatta fermentare. Successivamente l’intera massa del liquido (parte solida e parte liquida) viene fatta fermentare e subito distillata senza alcuna separazione preliminare di queste sue parti.
Dall’uva all’acquavite d’uva e all’acquavite di vino o brandy.
- UVA > parte liquida del pigiato (Mosto) > fermentazione > vino > distillazione > Brandy
- UVA > parte solida e parte liquida (tutto i pigiato) > fermentazione > distillazione > Acquavite d’uva
- UVA > parte solida del pigiato (vinaccia) > fermentazione > distillazione > Grappa
Oltre alla scelta della varietà dell’uva importante è la tecnica di distillazione che si decide di usare. In genere si tende a preferire gli alambicchi discontinui, a vapore o a bagnomaria, ritenuti i più adatti a preservare i delicati aromi varietali, perché il prodotto non sta in contatto con il fuoco e la distillazione risulta più lenta.
L’obiettivo organolettico di un’Acquavite d’uva di pregio deve consistere nella caratterizzazione aromatica derivante dal vitigno, o dai vitigni, d’origine. Gli aromi varietali sono quelli che dobbiamo ricercare nel prodotto finale, quelli cioè che si ritrovano nella buccia e, a volte, nella polpa di un acino maturo. Sono gli aromi primari che ci permettono di distinguere degustativamente una varietà dall’altra.
Ricordiamo che l’uva può essere classificata in aromatica, semi-aromatica o neutra.
Tra le varietà più apprezzate per la produzione di Acquavite d’ uva troviamo le uve aromatiche, come Moscati e Malvasie, e le semi-aromatiche, come ad esempio il Prosecco che da un prodotto con spiccate note fruttate e in genere molto fini. Prodotti molto interessanti vengono ottenuti da uve di Chardonnay o di Riesling.
L’Acquavite d’uva, come la Grappa, può essere invecchiata e a secondo del prodotto che si vuole ottenere si può optare per piccole barrique, magari in essenze pregiate, a volte già usate per l’affinamento di vini liquorosi come lo Sherry o il Porto. Il distillato così ottenuto acquisterà colori, profumi e sapori più intensi ed eleganti.
Gli abbinamenti consigliati per questa tipologia di prodotto possono essere sia dolci sia salati, nella scelta dell’Acquavite bisogna tener conto se ci troviamo difronte a un distillato ottenuto da vitigni a bacca bianca o rossa e se ha fatto o no un passaggio in legno.
Classici sono gli abbinamenti con dolci a pasta lievitata, come Pandori e Panettoni, cui accosteremo un’Acquavite di Moscato, o dolci a base di frutta come lo Strudel, cui abbineremo un’Acquavite di Moscato rosa. Anche gli abbinamenti con i formaggi oggi non sorprendono più, ma perché non abbinare una tartare di tonno a un’Acquavite di Prosecco o un Culatello a un’Acquavite di Chardonnay, o dei crostini con Salmone Norvegese leggermente affumicato a un’Acquavite di Traminer aromatico.
Largo allora alla fantasia e proviamo a scoprire questo prodotto elegante e raffinato e forse un po’più gentile del variegato mondo dei distillati.
A la santè!

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Conoscere la grappa per apprezzarla ogni giorno di più nella sua unicità di distillato Made in Italy.

Per qualcuno si chiama Marc o Eau de Vie, per altri Grapa, Aguardente, Raki o 
Grande entusiasmo alla Distilleria trentina Pilzer, che ha ricevuto di recente il premio “Alambicco del Garda” per la Grappa Invecchiata Pilzer e per la Grappa di Teroldego Pilzer. Un successo che chiude positivamente la partecipazione dell’Azienda a quattro concorsi internazionali nel corso del 2010. Al Concorso Internazionale “Selezione Acquaviti d’ Oro”, svoltosi in primavera, la Grappa di Moscato Giallo ha vinto la “Best Gold Medal”, vale a dire miglior Grappa da vitigni aromatici. Al “Concours Mondial Bruxelles”, svoltosi sempre in primavera, è stata la Grappa di Traminer a ricevere la Medaglia d’Oro, emergendo fra un grande numero di distillati di tutto il mondo. Risultati confermati – sia pur con un gradino più basso – sul podio dell’“International Challenge” di Londra, che ha premiato con la Medaglia d’ Argento la Grappa di Traminer e con le Medaglie di Bronzo la Grappa di Nosiola e la Grappa di Moscato Giallo.
Era il 1860, il Trentino era una provincia dell’Impero Austro-Ungarico e Paolo Segnana aveva creato una distilleria condotta – una delle pochissime di cui si abbia testimonianza – grazie all’autorizzazione concessa da Vienna ai viticoltori trentini a distillare le vinacce per 24 ore. Centocinquant’anni dopo il nome Segnana si è affermato quale sinonimo di grappa d’eccellenza, alternativa di alto livello ai distillati di importazione ed espressione all’estero di un’italianità raffinata. La famiglia Lunelli, che ha rilevato l’azienda nel 1982, festeggia la ricorrenza presentando una nuova grappa che, custodita gelosamente per oltre un decennio, ha tutte le caratteristiche della straordinarietà. Segnana Anniversario, questo il suo nome, è espressione di vinacce di Chardonnay provenienti dal vigneto di Maso Pianizza, ed ha respirato per ben 12 anni in botti dei migliori legni europei. Nel ricordo della data di nascita, le eleganti bottiglie di Segnana Anniversario, ognuna numerata, sono 1860.